Ponte di Rialto
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I dodicimila pali di legno di olmo e uno stuolo di tavoloni di larice che lo sostengono, reggono ancora l'unica arcata di oltre 28 metri di luce e le ventiquattro botteghe che accompagnano le rampe a gruppi di sei su ogni lato, dividendone le salite in una centrale, larga una ventina di metri, ad ampi gradini raggruppati a cinque, e due laterali, larghe ciascuna tre metri circa, formate da un'unica interminabile rampa dal fonda alla cima del ponte.
Due grandi archi uniscono al centro le file di botteghe. Sull'archivolto sud, le figure scolpite dell'Angelo Gabriele da un lato, della Vergine dall'altro nell'atto di ricevere il celeste messaggio, con la Colomba tra i due, ricordano la leggendaria data di fondazione di Venezia, avvenuta, secondo antica tradizione, il 25 marzo, festa dell'Annunciazione, dell'anno 421. La data è richiamata, insieme a quella di costruzione del ponte, nell'epigrafe scolpita sui quattro piedritti.
«Pascale Ciconia Vene tiarum Duce - anno Cristi MDXCI Vrbis conditae MCLXX - curantibus Aloysio Georgio Proc. - M. Barbaro Eq. et Proc. - Jacobo Foscareno Eq. et Proc.»
Sull'archivolto opposto sono scolpite le figure di San Marco e di San Teodoro, l'attuale ed il precedente protettore della città. Queste sono opere di Tiziano Aspetti, mentre le figure dell'Annunciazione, l'Arcangelo Gabriele, la Madonna e la colomba al centro sulla chiave di volta che sembra trasmigrare dall'Arcangelo a Maria, sono di Agostino Rubini , tutte eseguite appena conclusa la costruzione del ponte, che venne complessivamente a costare 250.000 ducati, dieci volte tanto la spesa sostenuta per l'erezione del precedente ponte in legno.
Storia
La necessità di unire le sponde del canale, per rendere più accessibile il mercato, portò alla costruzione di un ponte di barche nel 1180, denominato "Quartarolo" dal nome della moneta che costava ai pedoni per l’attraversamento., così come lo ha inciso Jacopo de Barbari nella famosa pianta prospettica datata 1500.Eretto su pali nel 1264, fu distrutto nel 1310 dai congiurati di Bajamonte Tiepolo ritirandosi dopo il fallito tentativo di impadronirsi del seggio ducale come ultimo tentativo di sfuggire alla cattura ed alla giusta punizione.
Rifabbricato in legno, crollò nel 1450 per il gran numero di persone che accorsero per vedere il passaggio in Canal Grande della Marchesa di Ferrara.
Fu quindi ricostruito ancora una volta, ma più ampio, levatoio, con botteghe su tutta la sua lunghezza e chiuso da cancelli, così come è rappresentato dal famoso dipinto di Vittore Carpaccio, esposto nelle Gallerie dell'Accademia di Venezia.Caduto in parte nel 1524, la Repubblica spese, negli anni successivi, notevoli cifre per la manutenzione del ponte, che essendo in legno, durava troppo poco. Bandì quindi un concorso per la sua costruzione in pietra al quale parteciparono molti tra i più famosi architetti dell’epoca. Venne scartato un progetto di Michelangelo, Jacopo Sansovino e quello del Palladio.
La diatriba verteva sulla necessità che avesse un unico arco e non fosse diviso in tre campate.Un ponte con botteghe, doveva essere sicuro e solido e che lasciasse passare le imbarcazioni sotto di esso, anche le più grandi, per accedere al Fontego, la casa veneziana con annesso magazzino per lo stoccaggio delle merci.
Le vicissitudini storiche ritardarono la costruzione; la pestilenza del 1576 e l’incendio di Palazzo Ducale nel dicembre del 1577 costrinsero i Magistrati a rinviare l’edificazione del ponte, tanto che il Canaletto lo dipingeva seguendo i disegni del Palladio in un famoso capriccio, come un anticipazione di quanto sarebbe dovuto essere costruito successivamente. Ma non sempre la storia segue la strada indicata per favorita.La costruzione iniziò dopo interminabili discussioni e tentennamenti, soprattutto per valutare gli interessi economici dei proprietari dei negozi sul vecchio ponte, nel 1588 sotto il dogado di Pasquale Cicogna e la direzione fu affidata ad Antonio Da Ponte, uno dei più valenti ed attenti ingegneri veneziani dell'epoca, già autore di alcuni restauri per il governo veneziano, come il Palazzo Ducale dopo il devastante incendio del 1577, che lo portò a termine nel 1592.
Curiosità
*La costruzione fu spesso rinviata per motivi economici in primo luogo, visto il cospicuo esborso da parte della Stato Veneziano, ma anche per motivi personali dei vari proprietari dei negozi situati sul ponte in legno che non volevano lasciare la loro attività commerciale, perdendo così il loro sostentamento, durante tutto il periodo di costruzione del nuovo manufatto.- Fra i detrattori di quel tempo, racconta una storiella popolare, ci furono un uomo e una donna. L'uomo andava dicendo: «Non si riuscirà a concludere la costruzione di questo ponte; forse crollerà prima di essere ultimato. Sarà ultimato quando questo - e indicava la propria appendice virile - metterà l'unghia». La donna esclamava: «Non sarà mai portato a termine! Ci scommetto questa - e indicava il basso ventre - me la farò bruciare se riusciranno a finirlo!». Forse non sapevano che altrove erano state gettate da molti secoli arcate di dimensioni ben maggiori. Sui capitelli di due pilastri di Palazzo dei Camerlenghi, ai piedi del ponte, sono scolpiti due bassorilievi rappresentanti un uomo accosciato, con una terza gamba dal piede marcatamente unghiato che gli cresce fra le due normali, e una donna accovacciata sulle fiamme. Sarebbero, secondo la tradizione, i due scornati oppositori dell'architetto Da Ponte.
- Il Ponte di Rialto ha 42 gradini per ogni rampa laterale, che sono più bassi di quelli centrali per permettere ai carrelli per il trasporto delle merci di attraversarlo facilmente, più dodici verso la Riva del Buso, e quindici verso la Riva del Vin, vicino al Palazzo dei Camerlenghi sono 18, verso la Riva del Ferro]] sono 15. Le due rampe centrali, invece, sono costituite da cinque gruppi di scalini da cinque ognuno, e sei gruppi da tre, per un totale di 43, verso il mercato, mentre verso Campo San Bartolomeo sono "solo" 37 (5x5 e 4x3). Per attraversarlo quindi si possono salire e scendere da un minimo di 80 gradini ad un massimo di 120 gradini.
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