Chiesa di San Salvador

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La facciata, completata nel 1663 da '''Giuseppe Sardi''', autore anche della vicina [[Scuola Grande di San Teodoro]], si presenta tripartita, a due ordini sovrapposti, scandita orizzontalmente dal cornicione marcapiano e dal basamento marmoreo, e coronata, nel registro centrale, dal timpano triangolare ornato di statue.
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Il maestoso portale, che si apre alla sommità di un'alta scalinata, riprende il motivo della facciata movimentata anche da riquadri geometrici e da ghirlande fiorite.
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L'interno, dalle proporzioni monumentali, si svolge come una basilica cruciforme a tre navate con transetto e absidi semicircolari.
L'interno, dalle proporzioni monumentali, si svolge come una basilica cruciforme a tre navate con transetto e absidi semicircolari.
[[Immagine:Annunciazione.jpg|300px|right]]Lo spazio è articolato dal doppio ordine di pilastri su cui si impostano gli archi inferiori, corrispondenti alle cappelle laterali, e dagli arconi che sostengono le cupole poste longitudinalmente nella navata centrale.
[[Immagine:Annunciazione.jpg|300px|right]]Lo spazio è articolato dal doppio ordine di pilastri su cui si impostano gli archi inferiori, corrispondenti alle cappelle laterali, e dagli arconi che sostengono le cupole poste longitudinalmente nella navata centrale.

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Informazioni

Indirizzo San Marco - Campo San Salvador
Architetto Progetto Giorgio Spavento, completamento Giuseppe Sardi
Completamento 1663

 La Chiesa di San Salvador, ricostruita nel 1507 su progetto di Giorgio Spavento, riprende in parte l'impianto del peesistente edificio medievale del XII secolo, anche se la leggenda ne fa risalire la fondazione al VII secolo per volere del Salvatore apparso a San Magno.
La facciata, completata nel 1663 da Giuseppe Sardi, autore anche della vicina Scuola Grande di San Teodoro, si presenta tripartita, a due ordini sovrapposti, scandita orizzontalmente dal cornicione marcapiano e dal basamento marmoreo, e coronata, nel registro centrale, dal timpano triangolare ornato di statue.

Il maestoso portale, che si apre alla sommità di un'alta scalinata, riprende il motivo della facciata movimentata anche da riquadri geometrici e da ghirlande fiorite.

L'interno, dalle proporzioni monumentali, si svolge come una basilica cruciforme a tre navate con transetto e absidi semicircolari.

Lo spazio è articolato dal doppio ordine di pilastri su cui si impostano gli archi inferiori, corrispondenti alle cappelle laterali, e dagli arconi che sostengono le cupole poste longitudinalmente nella navata centrale.

L'ambiente, nella sua grandiosità, evoca la Basilica Marciana dalla quale riprende il corpo centrale e la disposizione delle cupole maggiori e minori, confermando in questa ricerca di antico il pensiero rinascimentale.
Alla morte di Giorgio Spavento i lavori passarono sotto la direzione di Tullio Lombardo che garantì una coerenza stilistica all'antica nelle soluzioni architettoniche e decorative.
I cantieri si chiusero con Jacopo Sansovino che firmò il classicheggiante monumento funebre al doge Francesco Venier e l'altare della cappella di Sant'Agostino.
La chiesa, tanto ammirata dai contemporanei per la sua modernità, era però era però molto buia e quindi, nel 1567, Vincenzo Scamozzi aprì le tre lanterne sulle cupole. La luce, che invade l'armonioso ambiente, esalta lo splendido pavimento a tarsie marmoree ed evidenzia la scalda eleganza costruttiva della severa unità stilistica.
Notevole appare, tra le tante pitture cinquecentesche che ornano il tempio, la suggestiva Annunciazione di Tiziano del 1560-65, firmata dal maestro fecit fecit quasi a sottolineare il valore del dipinto, che rivela, tra gli sfolgorii cromatici, una veduta di Venezia annebbiata dal fumo di un incendio.


Mappa

MAP 45.436631869961864, 12.336101531982421