Fondazioni degli edifici veneziani

Da Venicewiki, il wiki di Venezia

(Differenze fra le revisioni)
Riga 1: Riga 1:
<poem>
<poem>
-
Quali sono le fondazioni degli edifici veneziani?[[Immagine:GN000179.JPG|480px|right]]
+
[[Immagine:GN000179.JPG|480px|right]]il turista che arriva a [[Venezia]] e percorre sul [[Vaporetto]] il [[Canal Grande]] la prima cosa che si chiede è: ''Come è possibile costruire sull'acqua?'' ''Come sono le fondazioni degli edifici veneziani?''
Le fondazioni degli edifici di [[Venezia]], fin dai tempi più remoti, seguono sempre lo stesso sistema che si chiama a '''fondazione indiretta'''.
Le fondazioni degli edifici di [[Venezia]], fin dai tempi più remoti, seguono sempre lo stesso sistema che si chiama a '''fondazione indiretta'''.
-
Tutta la città è stata costruita come se fosse in una palude poco profonda, per cui la zona da edificare veniva dapprima solidificata piantando dei pali di legno appuntiti (larice o rovere), corti e nodosi fino a raggiungere uno strato di terreno particolarmente duro e compatto di argilla, detto '''caranto''', di particolare consistenza, che si trova ad una decina di metri sotto lo strato di terreno da edificare.
+
Tutta la città è stata costruita come se fosse in una palude poco profonda, per cui la zona da edificare veniva dapprima solidificata piantando dei pali di legno appuntiti (larice o rovere), corti e nodosi fino a raggiungere uno strato di terreno particolarmente duro e compatto di argilla, detto '''caranto''', di particolare consistenza, che si trova ad una decina di metri sotto lo strato di terreno superficiale della [[Laguna]].
-
La disposizione dei pali viene effettuata secondo un allineamento multiplo, lungo la striscia di terreno sopra la quale si eleveranno i muri perimetrali e di spina che sorreggono gran parte del peso dell'edificio.
+
La infissione dei pali viene effettuata secondo un allineamento multiplo, lungo la striscia di terreno sopra la quale si eleveranno i muri perimetrali e ''di spina'' che sorreggeranno gran parte del peso dell'edificio.
Se lo strato di '''caranto''' è troppo profondo e i pali non arrivano, del tutto o in parte, a conficcarvisi, la sottofondazione viene fatta per costipamento. In tal caso i pali vengono piantati su tutta la superficie sopra la quale poggerà l’edificio, prima chiudendo il perimetro con una fitta palificata e procedendo poi all’interno con un disegno a spirale verso il centro della zona.
Se lo strato di '''caranto''' è troppo profondo e i pali non arrivano, del tutto o in parte, a conficcarvisi, la sottofondazione viene fatta per costipamento. In tal caso i pali vengono piantati su tutta la superficie sopra la quale poggerà l’edificio, prima chiudendo il perimetro con una fitta palificata e procedendo poi all’interno con un disegno a spirale verso il centro della zona.
[[Immagine:Fondazione edificio veneziano.gif|480px|left]]Questo procedimento viene fatto se l’edificio da sostenere è molto pesante, come ad esempio il [[Campanile di San Marco]].
[[Immagine:Fondazione edificio veneziano.gif|480px|left]]Questo procedimento viene fatto se l’edificio da sostenere è molto pesante, come ad esempio il [[Campanile di San Marco]].

Versione del 21:51, 27 mar 2017

il turista che arriva a Venezia e percorre sul Vaporetto il Canal Grande la prima cosa che si chiede è: Come è possibile costruire sull'acqua? Come sono le fondazioni degli edifici veneziani?


Le fondazioni degli edifici di Venezia, fin dai tempi più remoti, seguono sempre lo stesso sistema che si chiama a fondazione indiretta.
Tutta la città è stata costruita come se fosse in una palude poco profonda, per cui la zona da edificare veniva dapprima solidificata piantando dei pali di legno appuntiti (larice o rovere), corti e nodosi fino a raggiungere uno strato di terreno particolarmente duro e compatto di argilla, detto caranto, di particolare consistenza, che si trova ad una decina di metri sotto lo strato di terreno superficiale della Laguna.
La infissione dei pali viene effettuata secondo un allineamento multiplo, lungo la striscia di terreno sopra la quale si eleveranno i muri perimetrali e di spina che sorreggeranno gran parte del peso dell'edificio.
Se lo strato di caranto è troppo profondo e i pali non arrivano, del tutto o in parte, a conficcarvisi, la sottofondazione viene fatta per costipamento. In tal caso i pali vengono piantati su tutta la superficie sopra la quale poggerà l’edificio, prima chiudendo il perimetro con una fitta palificata e procedendo poi all’interno con un disegno a spirale verso il centro della zona.

Questo procedimento viene fatto se l’edificio da sostenere è molto pesante, come ad esempio il Campanile di San Marco.

Sopra le teste dei pali vengono fissati due strati, tra loro incrociati, di tavoloni di legno di larice. Sopra questo speciale zatterone viene elevata la fondazione vera e propria, costituita da un muro a plinto, cioè a zoccolo con le pareti leggermente inclinate, a strati abbastanza regolari in blocchi di Pietra d’Istria fino a superare il livello medio di marea. Sopra questo primo muro di pietra vengono poste le colonne del piano terra, o i muri perimetrali dell’edificio.
Con questo tipo di fondazione soltanto la parte in Pietra d’Istria resta a contatto con l’acqua salsa e l’aria, mentre le parti in legno restano conficcate nella melma o nel caranto, subendo con il tempo un processo di mineralizzazione che anziché marcire le rendono sempre più resistenti. La Pietra d'Istria per la sua natura compatta e particolarmente impermeabile, o comunque non soggetta a modificarsi anche a contatto con elementi erosivi, è risultata unica soluzione a sostenere l'immane peso delle fabbriche veneziane.

Se bene i nostri Progenitori siano stati rinchiusi in questa isole, corcondate da velma, si sono però allargati quanto comportava il sito del luogo, supplendo al difetto della natura con l'Arte, e ciò tanto più, quanto con gli anni accresciuta la città, e bonificata l'aria per lo concorso delle persone, per li molti fuochi, per lo continuo flusso e riflusso del Mare, si fabbricavano vaghi casamenti e sontuosi Palagi.

Ora le fondamenta di tali edifici si fanno di fortissimi pali di quercia, che durano eternamente sotto acqua, per rispetto del fondo lubrico, e non punto saldo della palude. Questi fitti per forza del terreno, indi fermati con grossi travi, e ripieni fra l'uno el'altro di rottami di sasso, riescono per la coagulazione, e presa loro basi così stabili, e ferme, che sostengono ogni frossa e salda muraglia.
Le Arene si hanno dalla Brenta, e dal Lido, ma le dolci sono migliori.
I legnami ci si portano in abbondanza per i Fiumi dalle Montagne del Cadorino e del trevigiano; le pietre vive procedono da Rovigo e da Brioni; e la Ferrarezza dalla Lombardia.
Così divenne magnifica questa Metropoli al pari d'ogn'altra al Mondo, da cha si ammirano con stupore Monasteri, Chiese, Torri ed altrij di somma mole, nonchè inamovibili, sostenuti da rovinose reliquie di Provincia, desolate o dalla ingiuria dei tempi, o dalla ferocia dei Barbari.
Al Signor Pubblico Proto Antonio Mantoan, perchè riesca al dover nostro più agevole questa difficle idea, facessimo invocazione.
Con queste parole il disegnatore olandese nato a Venezia Jan Grevembroch, accompagnava il disegno acquerellato dei palificatori, conservato al Museo Correr, facente parte della raccolta che illustrava usi e costumi, arti e mestieri, abiti ed acconciature di varie epoche e ceti sociali, assieme a manufatti della città di Venezia.

Fino a qui sono state accennate le fondazioni degli edifici, che diversamente dalle Fondamenta che sono delle strade che corrono parallelamente ai rii. Considerato che nell'alveo dei canali lo strato di carato possa essere stato anche parzialmente eroso dal movimento delle maree, la costruzione delle case veneziane non potevano essere costruite su basi poco consistenti.

Ecco perché le costruzioni su terreno lagunare debbono seguire l'andamento, non sempre regolare, dei rii.
Quando a fianco dei rii si aggiunge un percorso pedonale questo viene chiamato fondamenta. Considerando che fondamenta viene considerata la parte sotterranea degli edifici, può stupire il foresto che la stessa parola indichi una strada posta lungo il bordo di un canale.
Potrebbe sorgere il dubbio che questa parola abbia avuto, nei tempi antichi, un significato più vicino al senso comune, ma questa ipotesi è da scartare perché un documento del 1321 parla di unam petiam de terra... quae firmat super quodam fondamenta sive via discurrente super rivum , un tratto di terra che si pone a fianco del rio, dizione che per fondamenta si intendeva una via passante lungo il rio, come lo è tuttora.
Nel Sestiere di Cannaregio gran parte dei rii sono fiancheggiati da fondamenta, vedi il Rio de la Misericordia e gli altri rii paralleli, o il Rio dei Mendicanti a Castello, mentre antri rii, Rio Marin, Canale di Cannaregio o Rio de la Fornace sono fiancheggiati da fondamenta su ambedue i lati.