{"id":2032,"date":"2020-05-15T17:49:20","date_gmt":"2020-05-15T15:49:20","guid":{"rendered":"https:\/\/venicewiki.org\/it\/?p=2032"},"modified":"2023-03-14T08:43:20","modified_gmt":"2023-03-14T07:43:20","slug":"terrazzo-veneziana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/venicewiki.org\/it\/cose-veneziane\/terrazzo-veneziana\/","title":{"rendered":"Terrazzo alla Veneziana"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\r\n<h1 style=\"text-align: center;\">Terrazzo alla Veneziana<\/h1>\r\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<a href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Come_riparare_un_Terrazzo_alla_Veneziana\">Come riparare un Terrazzo alla Veneziana<\/a><\/p>\r\n\r\n<p>Non c&#8217;\u00e8 Palazzo, Chiesa, casa o bottega a\u00a0<a href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Venezia\">Venezia<\/a>\u00a0che non abbia, o non abbia avuto, il\u00a0<strong>Pavimento alla Veneziana<\/strong>\u00a0comunemente chiamato\u00a0<strong>Terrazzo<\/strong>.<br \/>Il pregio di tale costruzione \u00e8 tutta nella sua capacit\u00e0 di adattarsi a tutte la superfici e ad ogni situazione. La distinzione principale \u00e8 tra il\u00a0<strong>Terrazzo<\/strong>\u00a0a calce od, il meno pregiato,\u00a0<strong>Terrazzo<\/strong>\u00a0in cemento.<br \/>La differenza \u00e8 sostanziale: il primo \u00e8 flessibile e si adatta ai movimenti del fabbricato nel quale si trova, il secondo, di recente fattura, infatti il cemento \u00e8 stato inventato verso la fine del 1800, \u00e8 rigido e freddo al tatto.<\/p>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<p class=\"has-large-font-size\">Tecniche Costruttive<\/p>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"alignright is-resized\"><a href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Immagine:Cesto_con_Rose.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/venicewiki.org\/images\/thumb\/b\/b2\/Cesto_con_Rose.jpg\/400px-Cesto_con_Rose.jpg\" alt=\"\" width=\"546\" height=\"355\" \/><\/a><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n<p>Due sono le tecniche per costruire i terrazzi alla veneziana, e sono in relazione al legante usato: la calce spenta (detta anche solamente calce) e il cemento. E\u2019 evidente che la tecnica del pavimento costruito con la calce \u00e8 quella pi\u00f9 antica, in considerazione del fatto che il cemento, cos\u00ec come lo conosciamo oggi, \u00e8 nato negli ultimi decenni del XIX secolo, calce che richiede maggior esperienza ed \u00e8 pi\u00f9 costosa.<br \/><\/p>\r\n<p>I tipi di pavimenti in terrazzo che si possono costruire sono vari e dipendono dalla grossezza del granulato usato, dai colori dei marmi prescelti, ma anche dall\u2019effetto compositivo che scaturisce dalla mescolanza di due o pi\u00f9 variet\u00e0 di scagliette di marmo e dai coloranti usati.<br \/>Va aggiunto che, anche se gli strati del materiale nella loro stesura hanno la stessa successione, la tecnica costruttiva cambia completamente in relazione al legante adoperato.<\/p>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<h2>Pavimenti in calce spenta<\/h2>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<h3>Verifica e protezione del tavolato<\/h3>\r\n\r\n<p>Per descrivere la tecnica di costruzione dei pavimenti in calce, partiremo dallo strato sottostante il pavimento: le travi ed il tavolato. Questi devono essere controllati e collaudati prima di iniziare il procedimento di posa.<br \/>Una particolare cura deve essere usata nei punti di raccordo tra la muratura ed il tavolato; infatti spesso accade che, il ritiro del legno o un maldestro accostamento delle tavole, porzioni di materiale gettato si incunei negli interstizi facendone crollare parte dello stesso. In quel punto, nel pavimento, sollecitato dai passaggi delle persone, si verr\u00e0 a formare una depressione o financo una buca, che solo un intervento al tavolato potr\u00e0 rinsaldare, intervento che per\u00f2 si riveler\u00e0 difficoltoso e distruttivo di quanto si render\u00e0 necessario.<\/p>\r\n<p>Una volta verificata la compattezza del tavolato e la sua omogeneit\u00e0, \u00e8 necessario, per proteggerlo, stendervi sopra uno strato protettivo, in quanto la calce corrode il legno. Come ci viene mostrato dalle incisioni del Rusconi, anticamente, per ovviare a questo inconveniente, si ricorreva all\u2019uso delle felci. Attualmente vengono stesi dei fogli di cartone catramato che ben si adattano a questa esigenza.<\/p>\r\n<p>L\u2019impasto per il sottofondo dovrebbe preferibilmente essere fatto con il materiale che, rompendo il vecchio pavimento non pi\u00f9 recuperabile, viene tolto. Per brevit\u00e0 d\u2019ora in avanti chiameremo questo materiale risulta. Questo contiene gi\u00e0 una certa quantit\u00e0 di legante, non \u00e8 sabbioso e possiede il giusto rapporto tra materiale fine ed inerte pi\u00f9 grosso. Rimpastando il materiale di risulta avremo un doppio vantaggio, sia economico che in tempi di lavorazione: non sar\u00e0 necessario portar via i calcinacci, con notevole risparmio sui tempi di discesa a pian terreno e trasporto in discarica; non necessiter\u00e0 l\u2019acquisto di nuovo materiale per il sottofondo.<\/p>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"alignright is-resized\"><a href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Immagine:Terrasso_8.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/venicewiki.org\/images\/thumb\/4\/4f\/Terrasso_8.jpg\/400px-Terrasso_8.jpg\" alt=\"\" width=\"510\" height=\"356\" \/><\/a><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n<p><br \/>Anticamente veniva impastato in un apposito luogo, con la zappa, per poter sciogliere bene la calce e poterla ben amalgamare all\u2019inerte. Oggi viene eseguito tutto con una betoniera da cantiere, nella quale viene sciolta la calce con acqua e poi viene aggiunta la giusta proporzione di inerte.<\/p>\r\n<p>Questo sar\u00e0 impastato, con un rapporto di cinque a uno, con la calce. E\u2019 preferibile che tutto il materiale che deve essere usato per il getto del sottofondo sia impastato anche qualche giorno prima del getto vero e proprio, per avere un impasto omogeneo. Si proceder\u00e0 quindi alla stesura del sottofondo.<\/p>\r\n<p>Lo spessore del sottofondo pu\u00f2 variare da un minimo di dieci centimetri fino ad arrivare a spessori limite, come sono stati trovati in Palazzo Cavalli a San Marco, spessori che nel terzo piano sono di 60 70 centimetri. Nell\u2019eseguire rappezzature, anche di grande metratura, non \u00e8 stato sufficiente eseguire un unico sottofondo, bens\u00ec ne sono occorsi due, questo perch\u00e9 altrimenti il getto fatto non avrebbe potuto essere ben compatto come necessita, quindi in tempi relativamente brevi si sarebbe sbriciolato creando vuoti sottostanti, quindi cedimenti.<\/p>\r\n<p>La posa del sottofondo \u00e8 eseguita con stadie proporzionali alla grandezza dei luoghi da pavimentare. I vecchi terazeri affermavano che anni fa, quando loro erano giovinetti, non c\u2019era variet\u00e0 di stadie e spesso anche grandi superfici venivano gettate con stadie relativamente piccole. Per questo motivo accadeva che i pavimenti non fossero perfettamente livellati, \u201ca bolla\u201d. A questo si aggiunga la flessione delle travi, qualche cedimento strutturale e di conseguenza anche per mantenere i mobili perpendicolari necessitano l\u2019aggiunta di cunei.<\/p>\r\n<p>Non bisogna distruggere, come accade spesso oggi, i pavimenti solo. Sono un reperto che bisogna curare e mantenere, perch\u00e9 oggid\u00ec nessuno \u00e8 pi\u00f9 in grado di eseguirne di uguali.<\/p>\r\n<p>Rendere compatto il sottofondo \u00e8 quindi la lavorazione successiva, che viene eseguita con rulli (o colonne) e battipali per la parte centrale ed un ferro appositamente sagomato, la lama, per le zone perimetrali.<\/p>\r\n<p>Ancora oggi i terazeri chiamano \u201ccolonne\u201d i rulli per la compattazione perch\u00e9 questi non erano altro che tagli di colonne che tolte dalle loro sede originale e riciclate ad un uso alternativo. Sempre pi\u00f9 spesso oggi i rulli sono dei cilindri di ferro riempiti di calcestruzzo. Se le dimensioni del diametro del rullo superano i 40 50 cm, se fossero riempiti di betonata, sarebbero troppo pesanti per essere trasportati da un cantiere all\u2019altro da una parte all\u2019altra della citt\u00e0, o per portarlo nei vari piani dei fabbricati. La soluzione \u00e8 avere un rullo cavo, nel quale, alla bisogna, si immette acqua, quindi diventa pesante quanto \u00e8 necessario. E\u2019 preferibile tirare la colonna piuttosto che spingerla. Il movimento \u00e8 pi\u00f9 lineare, quindi si evita lasciare impronte profonde sul sottofondo fresco. La passata deve coprire tutta la lunghezza della stanza per dare uniformit\u00e0 al livellamento. L\u2019operazione viene ripetuta nell\u2019altro senso, la larghezza, spostandosi lentamente verso il fondo stanza.<\/p>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"alignright is-resized\"><a href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Immagine:Terrasso_2.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/venicewiki.org\/images\/thumb\/9\/97\/Terrasso_2.jpg\/400px-Terrasso_2.jpg\" alt=\"\" width=\"543\" height=\"523\" \/><\/a><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n<p><br \/>E\u2019 curioso sentire l\u2019abile teraziere battere con il battipalo. La sonorit\u00e0, il ritmo, indispensabile per sentire meno la fatica, somiglia ad un tempo di ballo. Tre colpi di assestamento ed un quarto per abbassare la parte non ancora toccata. Un tempo di quattro quarti con accento sulla quarta battuta.<\/p>\r\n<p>Nelle zone in cui ne il battipalo ne la colonna riescono a compattare il sottofondo, quindi le parti attaccate ai muri, l\u2019operazione viene eseguita con il martello e la lama, con dei colpi ben assestati.<\/p>\r\n<p>Quando il pavimento comincia ad asciugare ed il battipalo non lascia traccia sulla superficie dopo la battuta, (anche il timbro di quest\u2019ultima ovviamente \u00e8 cambiato) \u00e8 il momento di lasciar riposare il sottofondo perch\u00e9 si asciughi completamente. Occorrono in media sei mesi perch\u00e9 questo avvenga prima di poter cominciare con la successiva operazione: la picchettatura del sottofondo.<\/p>\r\n<p>La picchettatura \u00e8 quel procedimento con il quale, con uno strumento appuntito come un piccone o lo spigolo di un badile, si creano dei piccoli fori sulla superficie liscia, distanti circa trenta cm l\u2019uno dall\u2019altro. Questi fori servono allo strato successivo come ancoraggio, perch\u00e9 non avvenga l\u2019effetto &#8220;cartella&#8221;, in altre parole il distacco, quindi il movimento dello strato superficiale.<\/p>\r\n<p>Accadeva spesso che, per non rifare il sottofondo, si picchettasse direttamente il pavimento che si andava a coprire in quanto consunto sovrapponendo cos\u00ec il nuovo pavimento a quello vecchio per cui si arrivava, nel tempo, fino atre o quattro sovrapposizioni di pavimenti diverse.<\/p>\r\n<p>Ripulita la superficie dal materiale di risulta della picchettatura, \u00e8 necessario bagnarla abbondantemente perch\u00e9 il sottofondo assorba molta acqua e non asciughi troppo velocemente lo strato che verr\u00e0 posto sopra: la coperta.<\/p>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<h3>Il pastellone<\/h3>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"alignright is-resized\"><a href=\"https:\/\/farm6.static.flickr.com\/5260\/5396619218_cb88bccf7d.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/farm6.static.flickr.com\/5260\/5396619218_cb88bccf7d_m.jpg\" alt=\"Pastellone a Palazzo Grimani 2\" width=\"549\" height=\"412\" \/><\/a><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n<p>Il primo pavimento che pu\u00f2 definirsi alla veneziana \u00e8 il pastellone che sia\u00a0<a href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Jacopo_Sansovino\">Jacopo Sansovino<\/a>\u00a0che\u00a0<a href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Andrea_Palladio\">Andrea Palladio<\/a>\u00a0definivano terrazzo.<br \/><\/p>\r\n<p><br \/><em>&#8220;Ella si fa con calcina et tegoli o mattoni ben pesti, et s&#8217;incorpora insieme.Vi si aggiunge una parte di scaglie di sasso istriano polverizzato, et questa mistura alquanto soda, si distende sul suolo di tavole ben fitto di chiodi, acciocch\u00e8 non si torca et resista al peso.<br \/>Indi con ferri fatti a posta, si batte et calca per qualche giorno.<br \/>Et spianato ogni cosa et indurito ugualmente, vi si mette di sopra un&#8217;altra mano o coperta di detta materia, nella qual si incorpora \u00f2 cinapro, \u00f2 color rosso.<\/em><br \/><em>Et pio riposato per qualche giorno se gli da l&#8217;olio di lino, col quale il terrazzo prende il lustro per si fatta maniera, che lo uomo pu\u00f2 specchiarvisi dentro.&#8221;<\/em><br \/>Sul sottofondo come sopra eseguito e ben picchettato, viene stesa &#8220;un&#8217;altra mano o coperta&#8221; come dice Sansovino, di cotto pesto e calce alla quale potevano venir aggiunte scaglie di marmo istriano (procedimento al quale penso siano pervenuti solo accidentalmente).<\/p>\r\n<p>Rassodata la coperta fin quasi al completo indurimento, viene steso sopra e pressata con appositi attrezzi, calce e polvere di marmo opportunamente colorata con \u201ccinapro, o colore rosso&#8221;, meno spesso il giallo e solo raramente il verde. Esperti terazeri erano in grado di eseguire pavimenti di un colore con fasce laterali di colore diverso.<\/p>\r\n<p>Dopo la stesura la coperta veniva levigata e pressata proprio come fosse un seminato. Lavata la superficie viene stesa la prima passata di pasta che viene costipata negli spazi anche relativamente grandi con una grande spatola con il manico.<\/p>\r\n<p>La costipazione delle successive mani viene fatta con attrezzi sempre pi\u00f9 piccoli per esercitare una pressione sempre maggiore sullo strato soprastante. Il pastellone cos\u00ec composto e cos\u00ec costipato elimina la parte d\u2019acqua che ancora \u00e8 presente. Essendo la calce un materiale traspirante l\u2019acqua viene eliminata per evaporazione, se per\u00f2 l\u2019ambiente \u00e8 sufficientemente freddo, questa si raccoglie in gocce tali da sembrare un corpo che traspira.<br \/>Dopo l\u2019asciugatura viene dato l\u2019olio di lino crudo fino ad assorbimento totale da parte del pavimento. La lucidatura avviene strofinando con stracci di juta fino ad ottenere una superficie lucida &#8220;tale che un uomo possa specchiarsi&#8221;.<\/p>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<h3>La coperta<\/h3>\r\n\r\n<p>La &#8220;coperta&#8221; consiste in cotto macinato e calce in rapporto di tre a uno.<\/p>\r\n\r\n<p>In passato, anche in questo caso si trattava spesso di materiale riciclato, il cotto era appunto formato da coppi e mattoni macinati che provenivano spesso da altri cantieri. &#8220;Coperta&#8221; proprio perch\u00e9 copre il sottofondo ed ha uno spessore che oscilla intorno ai 3-4 cm. Per quanto riguarda la stesura nulla \u00e8 cambiato rispetto al passato. Anche oggi questa viene impastata con qualche giorno di anticipo rispetto la posa per poterla avere ben amalgamata ed omogenea, in gergo &#8220;far marsir la coverta&#8221;. Viene stesa con la cazzuola e livellata con la stadia.<\/p>\r\n\r\n<p>Il giorno successivo alla posa, la coperta viene battuta con il &#8220;ferro da bater&#8221; al fine dei compattarla un po\u2019 per permettere all\u2019operatore di calpestarla senza affondare quando inizia la stesura dello strato successivo la &#8220;stabilidura&#8221;, una mistura di calce e polvere di marmo in rapporto di uno ad uno, alla quale poteva venir aggiunta una piccola percentuale di cotto macinato finemente.La \u201cstabilidura\u201d viene preparata con polvere di marmo, il cui spessore varia da una polvere impalpabile a 2-3 mm, e calce, dopo che questa \u00e8 stata passata al setaccio pi\u00f9 fine per toglierle tutte le impurit\u00e0.<\/p>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"alignright\"><a href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Immagine:Terrasso_1.jpg\"><img src=\"https:\/\/venicewiki.org\/images\/thumb\/6\/6d\/Terrasso_1.jpg\/400px-Terrasso_1.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n<p>La stesura di questo strato viene effettuata con una speciale cazzuola di legno lunga circa 40 cm. rigorosamente piatta, che, essendo in legno, in gergo viene chiamata &#8220;fratonela&#8221;. Solamente un operaio specializzato, con abili gesti consumati dall\u2019esperienza \u00e8 in grado di stendere questo sottile strato , che varia da 1 a 2 cm. di spessore, a seconda dello spessore del marmo che deve essere seminato in seguito. Considerando uno spaccato di pavimento, una sezione, ci si render\u00e0 subito conto del perch\u00e9 lo spessore della stabilidura debba variare in relazione allo spessore del marmo usato. Questo deve essere interamente inglobato nella stabilidura, quindi lo spessore della stabilidura sar\u00e0 proporzionale alla grndezza del marmo, pi\u00f9 grande sar\u00e0 la scaglia di marmo pi\u00f9 spesso sar\u00e0 los trato di stabilidura.<\/p>\r\n\r\n<p>Un paio di giorni dopo \u00e8 pronto per la &#8220;semina&#8221; che viene effettuata con molte cautele, dopo aver preparato il marmo nelle colorazioni e nelle granulometrie volute. Tratteremo in un paragrafo a parte alcune considerazioni sui marmi utilizzati.<\/p>\r\n\r\n<p>Colui che semina il pavimento deve far molta attenzione che le scaglie di marmo non si sovrappongano le une alle altre. Se questo dovesse verificarsi, allora succederebbe che, durante la levigatura a fresco, le scaglie di marmo, dette anche sassi, se non completamente avvolti dal legante, cominciano a muoversi con lo strofinio dell\u2019orso, causando dei profondi solchi, che difficilmente si riescono a riparare. Per questo motivo anche il procedimento di semina risulta particolarmente lungo e ancor pi\u00f9 lungo se, invece di una semina normale, viene effettuata una semina a decoro.<\/p>\r\n\r\n<p>Nel caso di ornati particolari, come fiori, foglie, stemmi, uccelli, il disegno viene preparato precedentemente su un foglio di carta a grandezza naturale e verr\u00e0 poi poggiato sul luogo dove si intende eseguire il disegno. Lungo le tracce del disegno sono stati effettuati dei fori, attraverso i quali viene fatta passare della terra colorata mediante lo sfregamento con un tampone. Verr\u00e0 cos\u00ec evidenziato il disegno che far\u00e0 da guida alla semina. Lungo i segni lasciati dalla terra colorata, vengono posati, ad uno ad uno, i sassi che segnano il contorno il disegno. Nella zona esterna al disegno verranno poste delle ulteriori scaglie di marmo, questa volta del colore della zona non disegnata. Le pi\u00f9 semplici decorazioni eseguite in questo modo sono le fasce. Questa operazione viene chiamata spolvero.<\/p>\r\n\r\n<p>Si possono distinguere diversi tipi di fasce, ma la forma classica di decoro sui pavimenti alla veneziana consiste in una fascia esterna staccata dal resto del pavimento definito campo da una ulteriore fascetta definita contro-fascia.<\/p>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"alignright is-resized\"><a href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Immagine:Rosoni_concentrici.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/venicewiki.org\/images\/thumb\/4\/45\/Rosoni_concentrici.jpg\/400px-Rosoni_concentrici.jpg\" alt=\"\" width=\"683\" height=\"441\" \/><\/a><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<h3>La semina e levigatura<\/h3>\r\n\r\n<p>La semina viene eseguita piegati a novanta gradi con le spalle protese in avanti e colui che semina ha legato i cintura un grembiule, che in gergo si chiama falda, nel quale sono raccolte le scaglie di marmo che via via verranno posate sulla stabilidura. Dopo la semina i marmi, che vengono appena poggiati sulla stabilidura, vengono conficcati nella stessa con l\u2019uso della \u201ccolonna\u201d ed abbondante acqua, fino a sommergerli completamente.Il modo di camminare dei terrazzieri in questi momenti, \u00e8 molto particolare. Sembra che camminino sulle uova. Con il loro peso, infatti, potrebbero far sprofondare i marmi nella sottostante coperta e niente e nessuno sarebbe pi\u00f9 in grado di farli riaffiorare. Per questo l\u2019acqua, che deve essere abbondante, ma distribuita con omogeneit\u00e0, non viene mai gettata a terra direttamente, ma distribuita sul rullo in movimento con l\u2019ausilio di uno scopino, cos\u00ec che sia il rullo stesso a stenderla sul pavimento in maniera uniforme.Se l\u2019acqua fosse troppo abbondante il terrazziere, nel passare su quel punto, creerebbe le \u201cracche\u201d, punti in cui i marmi sono affondati troppo e quindi non pi\u00f9 visibili.Nelle zone perimetrali, non raggiungibili dai rulli, l&#8217;operazione di affondamento viene effettuata con una particolare cazzuola a forma quadrata. Lo stesso avviene nelle vicinanze di soglie o sulle zone seminate con la tecnica dello spolvero, particolarmente delicate in questa fase, perch\u00e9 le scaglie potrebbero &#8220;muoversi&#8221; e modificare cos\u00ec il decoro che si \u00e8 andati a seminare.Dopo aver \u201ccas\u00e0 soto\u201d le scaglie di marmo, inizia la levigatura, che nei pavimenti in calce deve essere effettuata interamente a mano. Lo strumento che viene adoperato \u00e8 l\u2019orso, cio\u00e8 un lungo bastone con una speciale tenaglia alla quale viene attaccato il materiale abrasivo, una pietra pomice naturale. Questo attrezzo viene chiamato \u201corso\u201d probabilmente a causa del particolare rumore che compie durante la levigatura, che ricorda il grugnito di un orso, oppure per la considerevole fatica che si deve fare per spingerlo.Il pavimento non deve assolutamente indurirsi se non dopo esser stato ben compattato, e per questo bisogna quindi evitare che i mattoni dei muri assorbano l\u2019acqua dal pavimento. Per questo \u00e8 molto importante che le prime zone ad essere levigate siano quelle esattamente adiacenti ai muri perimetrali, o comunque quelle che asciugano pi\u00f9 in fretta. Con l\u2019orso non si riesce a levigare in aderenza al muro, allora si \u00e8 costretti ad eseguire la levigatura con un pezzo di pietra pomice inginocchiati a terra.Nei vecchi terrazzi dei secoli scorsi, non sempre le zone sotto muro venivano levigate e ben compresse, anzi \u00e8 accaduto che, portando delle modifiche all\u2019appartamento e aprendo delle porte dove prima non esistevano, al fine di ottimizzare lo spazio, le zone di incontro fra le due stanze si sono rivelate particolarmente fragili proprio per la mancata compressione.<\/p>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"alignright is-resized\"><a href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Immagine:Terrasso_6.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/venicewiki.org\/images\/thumb\/1\/1c\/Terrasso_6.jpg\/400px-Terrasso_6.jpg\" alt=\"\" width=\"646\" height=\"457\" \/><\/a><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n<p>Con l\u2019orso viene levigato un pezzo di terrazzo di circa 1-1,20 mq. alla volta con movimenti ortogonali rispetto le pareti. La maestria del terrazziere sta nel levigare il pavimento senza che l\u2019orso si \u201cimpunti\u201d, vale a dire senza che, colpendo un sasso sporgente , lo si trascini creando uno sfregio sul pavimento. Dopo l\u2019orsatura \u00e8 il turno del \u201cbattipalo\u201d, tronco di trave di legno al quale sono stati attaccati due manici per poterlo impugnare. Dopo il battipalo \u00e8 il turno del ferro da batter, dopo questo viene la colonna, il rullo che serve per far prendere acqua al pavimento, per comprimerlo superficialmente e per togliere quelle ondulazioni lasciate dall\u2019orso e dal ferro. Tutti questi strumenti, in maniera diversa, servono a comprimere le componenti del pavimento per dar loro solidit\u00e0 e compattezza.<\/p>\r\n\r\n<p>Levigare, battere con il battipalo, battere con il ferro da bater, passare con il rullo o colonna che dir si voglia, \u00e8 il lavoro di una giornata. Il giorno successivo si ricomincia da capo. Ogni terrazziere pu\u00f2 mediamente levigare dagli 8 ai 12 metri quadri al giorno. Se la superficie \u00e8 pi\u00f9 ampia \u00e8 necessario un maggior numero di persone che spingano l\u2019orso, che levighino i contorni, che battano con il battipalo. Quindi per una stanza di circa 20 mq. occorrono almeno 5 persone altamente specializzate per un periodo di tempo che varia da 7 a12 giorni lavorativi solo per la levigatura.Terminata la levigatura il pavimento viene accuratamente lavato per togliere tutto il materiale di risulta della levigatura. Viene quindi coperto con una \u201cpastella\u201d composta di calce e terre colorate per dare la colorazione superficiale. Questa viene cosparsa sul pavimento e ben compressa con l\u2019uso dell\u2019orso, ma \u201carmato \u201c di una pietra particolarmente dura da non lasciare residui durante lo strofinio. La parte in eccesso viene tolta con una spatola.Lasciato riposare il tempo necessario perch\u00e9 si asciughi, viene cosparso per bene con quella che viene chiamata \u201cla saponata\u201d, un composto a caldo di acqua, sapone di marsiglia ed olio cotto. Operazione che serve per l\u2019indurimento della calce e per rendere facilmente lucidabile la superficie.Solo in questi ultimi anni si \u00e8 scoperto che l\u2019elemento principale per la presa della calce \u00e8 la glicerina. Questa era presente nell\u2019olio cotto che veniva dato ai pavimenti fino alla fine del secolo scorso, ma, la progressiva eliminazione di scorie dalla preparazione della cottura dell\u2019olio, ha fatto si che l\u2019olio preparato attualmente sia cos\u00ec puro da non possedere la quantit\u00e0 di glicerina necessaria alla calce. Cos\u00ec, se si vuole far aderire bene la calce nella stesura della saponata \u00e8 bene aggiungere della glicerina nella soluzione al 3%.<\/p>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"alignright is-resized\"><a href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Immagine:Terrasso_4.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/venicewiki.org\/images\/thumb\/7\/74\/Terrasso_4.jpg\/400px-Terrasso_4.jpg\" alt=\"\" width=\"662\" height=\"447\" \/><\/a><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n<p>Dopo l\u2019assorbimento dell\u2019olio cotto, che per propria natura rimane nelle zona superficiale del pavimento, si comincia la stesura dell\u2019olio crudo, che viene dato in maniera abbondante fino a che il pavimento ne riceve. L\u2019olio crudo viene assorbito e penetra nel pavimento dandone compattezza e corpo.Il pavimento viene quindi lasciato riposare per un periodo che varia dai quattro ai sei mesi, dopo di che , se non necessita di un\u2019ulteriore \u201cmano\u201d d\u2019olio, pu\u00f2 venir calpestato nell\u2019uso comune.Questo ovviamente nei pavimenti di nuova fattura, perch\u00e8 i vecchi pavimenti che necessitano di manutenzione, spesso, sono gi\u00e0 ingrassati abbastanza. Ma questo \u00e8 un procedimento diverso e lo si trova nella pagina dedicata alla manutenzione\u00a0<a href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Come_riparare_un_Terrazzo_alla_Veneziana\">Come riparare un Terrazzo alla Veneziana<\/a>.<\/p>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<h2>Pavimenti in cemento<\/h2>\r\n\r\n<p>La tecnica costruttiva dei pavimenti in cemento non si discosta di molto da quella dei pavimenti in calce. La differenza sostanziale sta nel legante. Il cemento, per le sue caratteristiche tecniche, indurisce in tempi brevissimi, quindi anche la lavorazione deve subire questa accelerazione. Un pavimento che si inizia a gettare, deve essere terminato nella stessa giornata.La tradizione veneziana vuole che mantenga le stesse caratteristiche, il cotto macinato per la coperta, le stesse proporzioni per la stabilidura con il legante. La polvere di marmo non \u00e8 in questo caso fine come per il pavimento eseguito in calce, ma pu\u00f2 raggiungere spessori fino a 7-10 mm.<\/p>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"alignright is-resized\"><a href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Immagine:Terrasso_7.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/venicewiki.org\/images\/thumb\/8\/87\/Terrasso_7.jpg\/400px-Terrasso_7.jpg\" alt=\"\" width=\"543\" height=\"828\" \/><\/a><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n<p>Preparato e steso il primo strato di coperta debitamente impastata con acqua, con una stadia asciutta viene steso lo strato di stabilidura ad asciutto. Solo quando questa ha assorbito un po\u2019 d\u2019acqua dalla coperta e si \u00e8 bagnata, si comincia la semina vera e propria. L\u2019attenzione che era necessaria per la semina del pavimento in calce, viene ad essere molto inferiore in quella di cemento. Se delle scaglie di marmo si sormontano, quando vengono fatte inglobare nella stabilidura, vengono lo stesso avvolte dal legante che le trattiene.<\/p>\r\n\r\n<p>Alla polvere di marmo viene aggiunto, quasi sempre, del colorante per il cemento per dare una colorazione al fondo che altrimenti sarebbe solamente grigio. Vengono impiegati per questo motivo ossidi di diversa natura e di colore diverso in base al colore desiderato. Esistono ossidi verdi, blu, bianchi, ma i pi\u00f9 usati sono il rosso, il giallo ed il nero.<\/p>\r\n\r\n<p>Particolare riguardo bisogna avere invece per il cemento bianco. Di natura diversa a quello grigio normale, ha tempi di presa notevolmente diversi, quindi anche tempi di lavorazione diversi. Asciugando pi\u00f9 velocemente, non lascia il tempo necessario per la lavorazione e \u201crompere la presa \u201c al cemento bianco, cio\u00e8 lavorarlo anche dopo che la presa \u00e8 iniziata, vuol dire perdere la consistenza del legante ed il pavimento cos\u00ec eseguito si sbriciola. Per ovviare a questo inconveniente \u00e8 necessario aggiungere al cemento bianco un rafforzante la presa, ma anche con questo accorgimento il pavimento potrebbe, in tempi relativamente brevi, creare micro-fessurazioni che verranno evidenziate dalla lucidatura del pavimento stesso.<\/p>\r\n\r\n<p>Bagnate abbondantemente, le scaglie di marmo vengono conficcate nella stabilidura e nella coperta con il rullo ed il ferro da bater. Con uno scopino poi viene controllato che ogni parte sia perfettamente incorporata. Quindi lo si lascia asciugare. Gi\u00e0 il giorno successivo \u00e8 calpestabile, ma non ancora ben consolidato. Bisogna considerare le caratteristiche di presa dei cementi: tempo di presa, tempo di indurimento, tempo di stagionatura. Il tempo di presa \u00e8 il periodo di lavorabilit\u00e0 del cemento;pu\u00f2 essere al massimo di otto ore. Il tempo di indurimento consiste nel periodo in cui il cemento arriva alla resistenza critica, circa tre giorni. Il tempo di stagionatura che porta le resistenze alle condizioni standard, i fatidici 28 giorni. Bisogna per\u00f2 considerare anche un tempo, sufficientemente ampio, che porta a completare il ciclo di indurimento, ciclo variabile, a seconda delle condizioni climatiche, da sei mesi ad un anno.La levigatura del pavimento viene effettuata con l\u2019aiuto di macchine levigatrici elettriche e con segmenti abrasivi la cui granulometria viene via via ridotta da grossa a sottile. Al termine della levigatura appaiono sulla superficie piccoli fori creati nell\u2019impasto da piccole bolle d\u2019aria che non sono riuscite ad emergere con la rullatura. Questi forellini devono essere stuccati prima di eseguire la lucidatura del pavimento. Lucidatura che viene eseguita con acido ossalico oppure semplicemente con cera.<\/p>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"alignright is-resized\"><a href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Immagine:Terrasso_5.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/venicewiki.org\/images\/thumb\/b\/bf\/Terrasso_5.jpg\/400px-Terrasso_5.jpg\" alt=\"\" width=\"488\" height=\"741\" \/><\/a><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n<p>Se la lucidatura avvenisse dopo il tempo di stagionatura del cemento si avr\u00e0 un pavimento pi\u00f9 lucido e le scaglie di marmo saranno allo stesso livello del legante.<\/p>\r\n\r\n<p>Anche sui pavimenti in cemento si possono eseguire disegni o decori, ma il procedimento \u00e8 ben diverso dal pavimento in calce. Sulla coperta vengono impiantate le sagome di legno che raffigurano il disegno da eseguire. Tutto attorno viene fatto il pavimento ed il giorno successivo, con molta cautela, vengono tolte le sagome e lo spazio riempito con il marmo di colore diverso. Cos\u00ec si possono fare semplici decori come fasce o ornati, o dei veri e propri mosaici come quelli eseguiti per Versace nel suo negozio di Venezia, nel quale sono stati eseguiti dei delfini in salto ed una testa con serpenti al posto dei capelli raffigurante Medusa.<\/p>\r\n\r\n<p>Il pavimento in cemento presenta per\u00f2 alcuni vantaggi rispetto la calce. Si possono eseguire dei getti che, una volta induriti, possono essere posti anche in verticale, come delle lastre di marmo, per il rivestimento murale o per la copertura o la creazione di veri e propri piani di appoggio per bagni o per cucine. Gi\u00e0 la vastit\u00e0 delle variet\u00e0 di marmi lascia l\u2019imbarazzo della scelta, ma se ai marmi aggiungiamo la granulometria diversa, la colorazione diversa o l\u2019aggiunta di piccole zone seminate a mosaico, ecco che la variet\u00e0 di questo tipo di superficie diventa sterminata.<\/p>\r\n\r\n<p>Lavorazioni particolari come il granito impastato venivano eseguite nei primi anni di questo secolo per risparmiare nei materiali. Questo veniva adoperato per la costruzione di gradini, di stipiti di finestre, di colonne che reggevano ben poco peso, di balaustre, nonch\u00e9 di pavimenti che venivano ancora levigati a mano ed anche per il classico lavello da cucina del quale tutti noi abbiamo ricordi d\u2019infanzia.<\/p>\r\n\r\n<p>Pavimenti in granito impastato venivano eseguiti anche in calce, ma di solito, solo nelle zone di servizio o nelle stanze della servit\u00f9. &lt;\/poem&gt;<\/p>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<h2>Palladiana<\/h2>\r\n\r\n<p>Un tipo di pavimentazione sempre in cemento, molto in voga negli anni 50-60, \u00e8 stato il pavimento alla palladiana. Ogni riferimento al Palladio \u00e8 puramente casuale. Usato inizialmente solo per esterni, si \u00e8 trasformato, con l\u2019utilizzo di marmi pregiati, in raffinato pavimento per interni.<\/p>\r\n<p>Da lastre di marmo, di spessori variabili dai 12 ai 20 mm, vengono tagliate, con l\u2019uso del martello a cuneo, delle scaglie che possono essere a forma arrotondata oppure squadrata. Sul sottofondo viene steso uno strato di sabbia e cemento con la stadia, sul quale vengono poggiate le scaglie di marmo in modo tale che le commissure tra scaglia e scaglia, siano le pi\u00f9 piccole possibile. Si procede quindi a comprimerle sul sottofondo con un grande \u201cfrattazzo\u201d per portarle tutte allo stesso livello superficiale. Gli spazi vuoti vengono quindi riempiti con cemento liquido opportunamente colorato a seconda del marmo adoperato. Quest\u2019ultima operazione viene ripetuta pi\u00f9 volte in quanto la \u201cboiaca\u201d, asciugandosi, si ritira.<br \/>Dopo la definitiva asciugatura viene levigato con la macchina levigatrice e lucidato come un normale pavimento in cemento.<\/p>\r\n<p>La consistenza delle tessere di marmo e lo spessore che hanno provoca spesso il distacco di una o pi\u00f9 tessere. I motivi del movimento potrebbero essere di diversa natura. La prima sicuramente \u00e8 la poca consistenza del fondo di appoggio dei marmi, o comunque le sollecitazioni di flessione che le travi del solaio possono sopportare, mentre la &#8220;crosta&#8221; rigida tende a fessurarsi e spaccarsi. In altri casi \u00e8 la poca consistenza del legante di copertura che provoca il distacco e quindi i problemi dei movimenti dei marmi. Un tecnico pu\u00f2 essere in grado di diagnosticare le cause ed eventualmente indicarvi le soluzioni.<\/p>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<h2>Pavimenti in resine epossidiche<\/h2>\r\n\r\n<p>Negli ultimi anni alcune innovazioni tecnologiche hanno portato alla nascita di un tipo di pavimento che pu\u00f2 essere equiparato al pavimento alla veneziana, con un nuovo legante. le resine epossidiche, che possono sostituire i leganti tradizionali.<\/p>\r\n<p>Se, da una parte, i pregi sono la robustezza, l\u2019elasticit\u00e0 e la vastissima possibilit\u00e0 di colorazioni diverse, anche molto particolari (la gamma di colori per le resine \u00e8 pressoch\u00e8 infinita), per contro non si conosce come possa questo nuovo materiale rispondere nel tempo.<\/p>\r\n<p>Il procedimento per la stesura di questo tipo di pavimentazione \u00e8 questo: sul sottofondo terminato viene steso uno strato di pochi millimetri di resina sul quale avviene la semina, operazione resa difficoltosa dalla mancanza di una superficie di riferimento che possa mantenere tutti i sassi allo stesso livello. La mancanza di scaglie di marmo in alcune zone del pavimento crea le cosi dette &#8220;racche&#8221;, il pavimento necessariamente deve essere disfatto in quella zona e rifatto con tutti i problemi che ne conseguono.<\/p>\r\n<p>Queste osservazioni sono state fatte su alcuni pavimenti in resina costruiti tra il &#8217;94 e &#8217;95. Le tecniche di allora siano state superate e quindi superati anche i problemi originati. Attualmente resine e scaglie di marmo vengono mescolate assieme in betoniera cos\u00ec che, nella stesura, il livellamento \u00e8 pressoch\u00e8 perfetto. Ad indurimento avvenuto si comincia la levigatura.<\/p>\r\n<p>In Palazzo Venier dei Leoni, presso la fondazione Guggenheim il 13 marzo 1998 \u00e8 stato presentato un &#8220;nuovo&#8221; tipo di pavimentazione che vorrebbe sostituirsi al pastellone.<\/p>\r\n<p>La ditta Bisazza che produce questo nuovo materiale, lo presenta come soluzione di copertura di pavimenti non pi\u00f9 recuperabili senza disfarli. Per\u00f2 se i pavimenti non sono recuperabili perch\u00e9 lesionati o perch\u00e9 il sottofondo non sopporta pi\u00f9 le sollecitazioni, porre uno strato coprente senza risolvere i problemi alla fonte, significa spostare gli stessi problemi un po\u2019 pi\u00f9 avanti nel tempo, ma la causa degli stessi non verr\u00e0 certo risolta, quindi torneranno, aggravati nel tempo, pi\u00f9 urgenti e con un intervento che avr\u00e0 pure maggiori costi economici.<\/p>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<h2>Glossario<\/h2>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<ul>\r\n<li>Battipalo = strumento con il quale si compatta il sottofondo ed il pavimento stesso dopo la stesura della semina.<\/li>\r\n<li>Campo = zona centrale del terrazzo alla quale esternamente si accompagnano le fasce e controfasce di colori diversi.<\/li>\r\n<li>Colonna = rullo per comprimere la semina appene effettuata; anticamente era un taglio di colonna, per questo si chiama in questo modo.<\/li>\r\n<li>Falda = specie di grembiule nel quale si portano sul luogo della semina le scaglie da stendere sul pavimento.<\/li>\r\n<li>Fascia e controfascia = zona del pavimento esegiuta lungo i contorni esterni dove i colori dei marmi sono diversi e spesso in contrasto, per esaltare le diversit\u00e0, con i colori del campo.<\/li>\r\n<li>Ferro da Bater = strumento in ferro per la prima compattatura del materiale appena steso.<\/li>\r\n<li>Rappezzo = aggiustatura del vecchio pavimento con nuove scaglie. L&#8217;abilit\u00e0 del provetto terrazziere sta nella capacit\u00e0 di eseguire un rappezzo il pi\u00f9 possibile uguale al terrazzo da aggiustare.<\/li>\r\n<li>Scaglie = pezzetti di marmo di diversa grossezza, variabile tra il millimetro e due centimetri.<\/li>\r\n<li>Semina = stesura, sopra il legante, delle scaglie di marmo.<\/li>\r\n<li>Simossa = punto di congiunzione tra una parte di pavimento nuova con una pi\u00f9 vecchia.<\/li>\r\n<li>Zenoceti = ginocchiere per il terrazziere che lavora a terra, utili per farlo rimanere distante dall&#8217;umido che comunque danneggia le giunture.<\/li>\r\n<li>Zenziva = zona di raccordo tra il rappezzo ancora da eseguire ed il pavimento<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<h2>Da visitare<\/h2>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<ul>\r\n<li><a href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Foto_Terrazzi\">Foto Terrazzi<\/a><\/li>\r\n<li><a href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Come_riparare_un_Terrazzo_alla_Veneziana\">Come riparare un Terrazzo alla Veneziana<\/a><\/li>\r\n<\/ul>\r\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text] Terrazzo alla Veneziana [\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Come riparare un Terrazzo alla Veneziana Non c&#8217;\u00e8 Palazzo, Chiesa, casa o bottega a\u00a0Venezia\u00a0che non abbia, o non abbia avuto, il\u00a0Pavimento alla Veneziana\u00a0comunemente chiamato\u00a0Terrazzo.Il pregio di tale costruzione \u00e8 tutta nella sua capacit\u00e0 di adattarsi a tutte la superfici e ad ogni situazione. 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