{"id":4387,"date":"2022-11-19T11:33:09","date_gmt":"2022-11-19T10:33:09","guid":{"rendered":"https:\/\/venicewiki.org\/it\/?p=4387"},"modified":"2023-03-13T18:21:30","modified_gmt":"2023-03-13T17:21:30","slug":"palazzo-zen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/venicewiki.org\/it\/chiese-palazzi-venezia\/palazzo-zen\/","title":{"rendered":"Palazzo Zen"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\r\n<h1 style=\"text-align: center;\">Palazzo Zen<\/h1>\r\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\r\n<h2>Informazioni<\/h2>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"alignright is-resized\"><a href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Immagine:Zen.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/venicewiki.org\/images\/thumb\/4\/46\/Zen.jpg\/350px-Zen.jpg\" alt=\"\" width=\"385\" height=\"263\" \/><\/a><\/figure><\/div>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<figure class=\"wp-block-table\">\r\n<table>\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td><strong>Indirizzo<\/strong><\/td>\r\n<td><a href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Cannaregio\">Cannaregio<\/a>, 4925-22, Fondamenta Santa Caterina<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><strong>Architetto<\/strong><\/td>\r\n<td><a href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Sebastiano_Serlio\">Sebastiano Serlio<\/a><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n<\/figure>\r\n\r\n<p>La famiglia Zen, veneziana da antichissima data, viene ricordata per Carlo Zen, ammiraglio nel Trecento ed anche per i suoi navigatori del XIV\u00b0 secolo: i due fratelli Nicol\u00f2 ed Antonio che, con una nave armata a loro spese, verso la fine del Trecento partirono per le Fiandre, naufragarono alle isole Faeroer, allora sconosciute in Europa. Da qui, sollecitati dai racconti dei pescatori scandinavi che narravano di altre terre a occidente, si avventurarono ancora sull&#8217;Oceano raggiungendo la Groenlandia e da l\u00ec scoprirono il Drogeo, cio\u00e8 descrissero il Labrador e la costa americana, anticipando di un secolo Cristoforo Colombo.<br \/>Qui, sulla fondamenta, gli Zen, ramo dei Crosechieri, possedevano, una \u201c<em>casa da statio<\/em>\u201d con cortile e orto nella quale, attorno al 1460, risiedeva Caterino Zeno, il Cavaliere. Poi suo figlio Pietro nel 1509 aveva acquistato un paio di abitazioni contigue a quella paterna e nel 1533 dava avvio ai lavori di ristrutturazione di tutta l\u2019area con l\u2019intenzione di costruire un palazzo suddiviso in quattro appartamenti per i quattro figli: Vincenzo, Giovan Battista, Francesco e Caterino. Sar\u00e0 Francesco a disegnare il progetto di questa C\u00e0 Zen, insolita per dimensioni e per un linguaggio all\u2019apparenza dilettantesco eppur di fascino; larga quinta teatrale che incornicia il profondo palcoscenico dei Gesuiti.<br \/>Ma nulla vi \u00e8 di casuale nelle sue forme e Francesco Zen, uomo di profonda cultura, anche quando concepisce la residenza della famiglia vuole esprimere &#8220;<em>quell&#8217;aurea mediocritas<\/em>&#8220;, ormai uno stile di vita per quella nobilt\u00e0 veneziana illuminata che non ama esibire le proprie ricchezze, alternativa alla nobilt\u00e0 romana e papalina, che non concepisce palazzi &#8220;invasivi&#8221; quali il Loredan o il Grimani, che ritiene di dover evitare le guerre, disapprovando atteggiamenti aggressivi verso i popoli dell&#8217;Oriente con i quali, peraltro, molte famiglie patrizie intrattengono commerci redditizi.<br \/>Il vecchio Caterino, il padre di Pietro, era divenuto pronipote dell&#8217;ultimo imperatore greco di Trebisonda e quando la nipote dell&#8217;imperatore, Despina Katerina, sposa lo Sci\u00e0 di Persia Uzun Hasan, viene inviato nel 1473 presso quella corte sfruttando le sue buone entrature e la lunga esperienza mercantile. Il viaggio gli procurer\u00e0 grande fama al suo ritorno a Venezia, oltre che buoni guadagni. In seguito questo servizio per la Repubblica fu proseguito da Pietro: dal 1523 per dieci anni lo troviamo a Costantinopoli in qualit\u00e0 di oratore veneziano alla corte ottomana, dove entrer\u00e0 in ottimi rapporti con il Gran Visir Ibrahim Pasci\u00e0 e poi anche con il Grande Solimano che vorr\u00e0 stendere i suoi elogi in una lettera alla Serenissima.<br \/>C\u00e0 Zen rappresenta perci\u00f2 anche una dichiarazione di amicizia verso la civilt\u00e0 araba resa esplicita dai richiami architettonici: Francesco aveva accompagnato il padre Pietro a Costantinopoli presso Solimano il Magnifico ed era uno dei pochissimi europei ad aver potuto visitare Santa Sofia e le antiche cisterne della citt\u00e0, delle quali descriver\u00e0 la struttura architettonica. L&#8217;impatto con quel mondo per Francesco fu sicuramente di fascinazione ed il palazzo di famiglia richiama l\u2019incontro tra Oriente e Occidente. Non pu\u00f2 essere fortuito il soggetto, pur poco leggibile per l\u2019annerimento della pietra d\u2019Istria, di alcuni tra i bassorilievi che decorano il piano inferiore della cornice di coronamento: scene dove si vedono cammelli e palmeti accanto a torri o porte di citt\u00e0.<br \/>La famiglia Zen fu espressione di cultura nella vita politica della Serenissima ed il suo ruolo nel Cinquecento veneziano \u00e8 indubbio, particolarmente sotto il dogado di Andrea Gritti. Pietro Zen, con il figlio Caterino e il nipote Nicol\u00f2, emergono tra i protagonisti della vita pubblica; Caterino frequenta assiduamente la Compagnia dei Cortesi della quale fanno parte anche Francesco Badoer e Zorzi Loredan (Villa palladiana di Fratta Polesine); Francesco, con Gabriele Vendramin, Marcantonio Michiel e Alvise Cornaro \u00e8 uno dei quattro \u201cintendenti\u201d di architettura che il Serlio ricorda nel panorama della \u201crenovatio\u201d veneta.<br \/>Francesco nel 1538 muore. Francesco, uomo compiutamente rinascimentale, cultore di scienze e di arti ci piace ricordarlo quando nel 1531 aveva fatto costruire dagli orafi veneziani &#8220;<em>un anello d&#8217;oro sopra il qual \u00e8 un horologio bellissimo, qual lavora, dimostra le ore et sona<\/em>&#8221; (<a href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Marino_Sanudo\">Marino Sanudo<\/a>\u00a0&#8211; I Diari).<br \/>Il progetto della c\u00e0 Zen, pur prevedendo ormai tre sole abitazioni, mantiene il prospetto con i quattro portali; un disegno dell\u2019epoca prova che le due porte centrali davano accesso entrambe alla casa di Messer Vincenzo Zen. La facciata, lunga 50 metri, in origine decorata con affreschi dello Schiavone e del Tintoretto, oggi completamente distrutti, mostra nel secondo ordine di finestre una sequenza ritmica su base ternaria (attualmente meno leggibile per l\u2019accecamento di un certo numero di aperture) data dall\u2019alternarsi di finestre a lunetta a tutto sesto e di finestre di un bizzarro stile gotico con arco a estradosso e intradosso cuspidato.<br \/>Certo si tratta di un unicum, ma non uscito in modo casuale, se \u00e8 vero che il vecchio Pietro richiese espressamente la fedele esecuzione del disegno del figlio Francesco nelle sue ultime volont\u00e0, dettate prima di intraprendere un viaggio per conto di Venezia verso la corte del Gran Turco, durante il quale trover\u00e0 la morte in Bosnia nel 1539. Riteniamo sia evidente che l\u2019intenzione di ricordare la singolarit\u00e0, oltre che la grandezza della stirpe Zen, deve essere fra i motivi centrali, pur se non il solo, della straordinaria unicit\u00e0 del palazzo. Ed infatti Pietro Zen, testando, dispone anche che fossero dipinti sulle pareti esterne del palazzo &#8220;<em>tutti i fati notabili del quondam Messer Carlo Zen [1334 &#8211; 1418], che fece per la Repubblica<\/em>&#8220;: un uso esplicito della stessa casa per aggiungere lustro alla famiglia.<\/p>\r\n<p><strong>Bibliografia<\/strong>: TCI &#8211;\u00a0<a href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Venezia\">Venezia<\/a>\u00a0&#8211; Guida Rossa (pag.507); G.Lorenzetti &#8211;\u00a0<a href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Venezia\">Venezia<\/a>\u00a0e il suo estuario(pag.399) &#8211; Ed.LINT &#8211; 1974; G.<a href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Tassini\">Tassini<\/a>\u00a0&#8211; Curiosit\u00e0 veneziane (pag.706) &#8211; Filippi Ed.-1988; M.Tafuri &#8211; \u201cRenovatio urbis\u201d-<a href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Venezia\">Venezia<\/a>\u00a0nell\u2019et\u00e0 di Andrea Gritti (pag.205) &#8211; Officina edizioni- 1984\u00a0; G.Fuga L.Vianello \u2013 Corto Sconto(pag.30) &#8211; Lizard Ed. 1998; A.Zorzi &#8211; Una citt\u00e0 una Repubblica un Impero (pag.200-201)- Mondadori 1999\u00a0; M.Brusegan &#8211; I\u00a0<a href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Palazzi_di_Venezia\">Palazzi di Venezia<\/a>(pag.368) &#8211; Newton Compton Ed. 2007;<\/p>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<h2>Mappa<\/h2>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/maps.google.com\/maps\/api\/staticmap?center=45.44290606553394,12.337894856864295&amp;zoom=16&amp;size=640x350&amp;sensor=false&amp;markers=color:red|45.44290606553394,12.337894856864295\" alt=\"MAP\" \/><\/figure>\r\n\r\n<p>Categoria:\u00a0<a href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Categoria:Palazzi\">Palazzi<\/a><\/p>\r\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text] Palazzo Zen [\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] Informazioni &nbsp; &nbsp; Indirizzo Cannaregio, 4925-22, Fondamenta Santa Caterina Architetto Sebastiano Serlio La famiglia Zen, veneziana da antichissima data, viene ricordata per Carlo Zen, ammiraglio nel Trecento ed anche per i suoi navigatori del XIV\u00b0 secolo: i due fratelli Nicol\u00f2 ed Antonio che, con una nave armata a loro spese, verso&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_editorskit_title_hidden":false,"_editorskit_reading_time":0},"categories":[334],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v19.7.1 - 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