Successione dei Dogi

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[[Immagine:Arco Foscari.JPG|450px|right]]Dalla nascita della '''Repubblica di Venezia''' uno dei momenti principali era la nomina del suo capo, il '''Doge''' che, con il passare degli anni e dei secoli, diventava sempre più una figura di riferimento, ma con sempre meno poteri, proprio per cercare di non concentrare su una sola persona il potere dello stato.
[[Immagine:Arco Foscari.JPG|450px|right]]Dalla nascita della '''Repubblica di Venezia''' uno dei momenti principali era la nomina del suo capo, il '''Doge''' che, con il passare degli anni e dei secoli, diventava sempre più una figura di riferimento, ma con sempre meno poteri, proprio per cercare di non concentrare su una sola persona il potere dello stato.
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A questo scopo la nomina subiva un percorso molto complicato e legato al caso, quando tra i componenti del [[Sala del Maggior Consiglio|Maggior Consiglio]] si estraevano a sorte, nel testo dell'Albrizzi si indica con ''scelgono'' la estrazione a sorte, e a elezioni; elezioni ed estrazioni si alternavano proprio per dare sempre meno la possibilità di manovrare l'elezione del Doge da parte dei patrizi che componevano il [[Sala del Maggior Consiglio|Maggior Consiglio]].
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A questo scopo la nomina subiva un percorso molto complicato e legato al caso, quando tra i componenti del [[Sala del Maggior Consiglio|Maggior Consiglio]] si estraevano a sorte (nel testo del libro ''Il forestiero illuminato'' di '''Giambattista Albrizzi''' si indica con ''scelgono'' la estrazione a sorte) e a elezioni; elezioni ed estrazioni si alternavano proprio per dare sempre meno la possibilità di manovrare l'elezione del Doge da parte dei patrizi che componevano il [[Sala del Maggior Consiglio|Maggior Consiglio]], anche se, durante le pause, le macchinazioni si eseguivano nella parte esterna il Palazzo, in un campo, definito ''brolo'', tanto che gli accordi presi ''in brolo'' diventavano il simbolo di accordi presi sottobanco e quindi il nome di ''imbroglio'' deriva proprio da questi accordi fatti fuori dalle mura istituzionali.
Ne ''Il forestiero Illuminato'' di '''Giambattista Albrizzi''' del 1772, così viene descritta l'elezione della carica più importante dello Stato di [[Venezia]]:
Ne ''Il forestiero Illuminato'' di '''Giambattista Albrizzi''' del 1772, così viene descritta l'elezione della carica più importante dello Stato di [[Venezia]]:
[[Immagine:Corte di Palazzo Ducale.jpg|400px|left]]''Il Doge, la cui maestà ve di pari colla reale dignità, essendo riguardato come il Principe della Repubblica, fornito e dei titoli e degli onori, ma che da se stesso non ne ha l'autorità, non essendo anzi considerato e riconosciuto Doge se non quando si ritrova alla presenza del Senato, o quando assiste ai Consigli nel [[Palazzo Ducale ]] di [[San Marco]].''
[[Immagine:Corte di Palazzo Ducale.jpg|400px|left]]''Il Doge, la cui maestà ve di pari colla reale dignità, essendo riguardato come il Principe della Repubblica, fornito e dei titoli e degli onori, ma che da se stesso non ne ha l'autorità, non essendo anzi considerato e riconosciuto Doge se non quando si ritrova alla presenza del Senato, o quando assiste ai Consigli nel [[Palazzo Ducale ]] di [[San Marco]].''

Versione del 18:14, 2 feb 2020

Dalla nascita della Repubblica di Venezia uno dei momenti principali era la nomina del suo capo, il Doge che, con il passare degli anni e dei secoli, diventava sempre più una figura di riferimento, ma con sempre meno poteri, proprio per cercare di non concentrare su una sola persona il potere dello stato.

A questo scopo la nomina subiva un percorso molto complicato e legato al caso, quando tra i componenti del Maggior Consiglio si estraevano a sorte (nel testo del libro Il forestiero illuminato di Giambattista Albrizzi si indica con scelgono la estrazione a sorte) e a elezioni; elezioni ed estrazioni si alternavano proprio per dare sempre meno la possibilità di manovrare l'elezione del Doge da parte dei patrizi che componevano il Maggior Consiglio, anche se, durante le pause, le macchinazioni si eseguivano nella parte esterna il Palazzo, in un campo, definito brolo, tanto che gli accordi presi in brolo diventavano il simbolo di accordi presi sottobanco e quindi il nome di imbroglio deriva proprio da questi accordi fatti fuori dalle mura istituzionali.
Ne Il forestiero Illuminato di Giambattista Albrizzi del 1772, così viene descritta l'elezione della carica più importante dello Stato di Venezia:

Il Doge, la cui maestà ve di pari colla reale dignità, essendo riguardato come il Principe della Repubblica, fornito e dei titoli e degli onori, ma che da se stesso non ne ha l'autorità, non essendo anzi considerato e riconosciuto Doge se non quando si ritrova alla presenza del Senato, o quando assiste ai Consigli nel Palazzo Ducale di San Marco.

La sua elezione si fa in questo modo.
Il Maggior Consiglio elegge trenta Nobili, i quali eleggono altri dodici, che debbono eleggerne altri venticinque, ma con nove voti almeno per ciascheduno.
I venticinque ne scelgono nove, e questi tornano ad eleggerne quarantacinque, con sette voti almeno per cadauno.
I quarantacinque ne eleggono undici, i quali con nove voti almeno per ciascheduno, vengono alla elezione di XLI, tutti superiori di età ai trent'anni; e questi eleggono il Doge con venticinque voti almeno concordi nella elezione di Lui.
In niuna delle dette elezioni possono scegliere alcuno del suo corpo, fuori del XLI, il quale può eleggere Doge uno del suo corpo.

Nome del Doge Anno di Elezione Anno di Morte Immagine
Paolo Lucio Anafesto 697 717
Marcello Tegalliano 717 726
Orso Ipato 726 737
Periodo dei Magistri Militum 737 741
Diodato Orso 742 755
Galla Gaulo 755 756
Domenico Monegario 756 764
Maurizio Galbaio I 764 787
Giovanni Galbaio 797 804
Obelerio Antenoreo 804 810
Agnello Partecipazio 810 827
Giustiniano Partecipazio 827 829
Giovanni Partecipazio I 829 836
Pietro Tradonico 836 864
Orso Partecipazio I 864 881
Giovanni Parteciapzio II 881 887
Pietro Candiano I 887 887
Pietro Tribuno 887 912
Orso Partecipazio II 912 931
Pietro Candiano II 932 939
Pietro Partecipazio 939 942
Pietro Candiano III 942 959
Pietro Candiano IV 959 976
Pietro Orseolo I 976 978
Vitale Candiano 978 979
Tribuno Menio 979 991
Pietro Orseolo II 991 1008
Ottone Orseolo 1008 1026
Pietro Centranico 1026 1032
Domenico Flabanico 1032 1042
Domenico Contarini 1043 1070
Domenico Selvo 1070 1084
Vitale Falier 1084 1096
Vitale Michiel I 1096 1102
Ordelaffo Falier 1102 1118
Domenico Michiel 1118 1130
Pietro Polani 1130 1148
Domenico Morosini 1148 1156
Vitale Michiel II 1156 1172
Sebastiano Ziani 1172 1178
Orio Malipiero 1178 1192
Enrico Dandolo 1192 1205
Pietro Ziani 1205 1229
Jacopo Tiepolo 1229 1249
Marino Morosini 1249 1253
Ranieri Zen 1253 1268
Lorenzo Tiepolo 1268 1275
Jacopo Contarini 1275 1280
Giovanni Dandolo 1280 1289
Pietro Gradenigo 1289 1311
Marino Zorzi 1311 1312
Giovanni Soranzo 1312 1328
Francesco Dandolo 1329 1339
Domenico Gradenigo 1339 1342
Andrea Dandolo 1343 1354
Marino Falier 1354 1355
Giovanni Gradenigo 1355 1356
Giovanni Dolfin 1356 1361
Lorenzo Celsi 1361 1365
Marco Corner 1365 1368
Andrea Contarini 1368 1382
Michele Mororsini 1382 1382
Antonio Venier 1382 1400
Michele Steno 1400 1413
Tommaso Mocenigo 1414 1423
Francesco Foscari 1423 1457
Pasquale Malipiero 1457 1462
Cristoforo Moro 1462 1471
Nicolò Tron 1471 1473
Nicolò Marcello 1473 1474
Pietro Mocenigo 1474 1476
Andrea Vendramin 1476 1478
Giovanni Mocenigo 1478 1485
Marco Barbarigo 1485 1486
Agostino Barbarigo 1486 1501
Leonardo Loredan 1501 1521
Antonio Grimani 1521 1523
Andrea Gritti 1523 1538
Pietro Lando 1538 1545
Francesco Donà 1545 1553
Marcantonio Trevisan 1553 1554
Francesco Venier 1554 1556
Lorenzo Priuli 1556 1559
Girolamo Priuli 1559 1567
Pietro Loredan 1567 1570
Alvise Mocenigo I 1570 1577
Sebastiano Venier 1577 1578
Nicolò Da Ponte 1578 1585
Pasquale Cicogna 1585 1595
Marino Grimani 1595 1605
Leonardo Donà 1606 1612
Marcantonio Memo 1612 1615
Giovanni Bembo 1615 1618
Nicolò Donà 1618 1618
Antonio Priuli 1618 1623
Francesco Contarini 1623 1624
Giovanni Corner 1625 1629
Nicolò Contarini 1629 1631
Francesco Erizzo 1631 1646
Fancesco Molin 1646 1655
Carlo Contarini 1655 1656
Francesco Corner 1656 1656
Bertucci Valier 1656 1658
Giovanni Pesaro 1658 1659
Domenico Contarini 1659 1675
Nicolò Sagredo 1675 1676
Alvise Contarini 1676 1684
Marcantonio Giustinian 1684 1688
Francesco Morosini 1688 1694
Silvestro Valier 1694 1700
Alvise Mocenigo II 1700 1709
Giovanni Corner II 1709 1722
Alvise Mocenigo III 1722 1732
Carlo Ruzzini 1732 1735
Alvise Pisani 1735 1741
Pietro Grimani 1741 1752
Francesco Loredan 1752 1762
Marco Foscarini 1762 1763
Alvise Mocenigo IV 1763 1778
Paolo Renier 1779 1789
Lodovico Manin 1789 1797