Sala del Maggior Consiglio

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La Sala del Maggior Consiglio è il luogo dove si riunivano tutti i nobili veneziani quando dovevano prendere delle decisioni importanti, come l'elezione di un nuovo Doge, o l'inizio di una campagna di guerra contro il turco.


In questo posto venivano portati gli ospiti foresti, per questo le pareti di questa grande sala sono coperte di quadri riguardanti le grandi battaglie e le grandi vittorie di Venezia, impegnata nella conquista e nel mantenimento dei territori che davano alla città fasto e magneficenza.
Lunga 52,70 metri, larga 24,66 metri e alta 11,50, la Sala del Maggior Consiglio è a buon diritto la più grande del Palazzo Ducale, con i suo pavimento di oltre 1250 metri quadrati di superficie.

Paradiso - Tintoretto
Paradiso - Tintoretto - VeniceWiki

Dietro lo scranno, che da solo copre una superficie di 84 metri quadrati, la grande tela dei Tintoretto, che sostituì l'affresco del Guariento distrutto durante il tremendo incendio che distrusse gran parte del Palazzo Ducale nel 1577.

Il soffitto, eseguito sotto il dogado di Nicolò da Ponte tra il 1578 ed il 1585, in legno dorato, è ricco di ornamenti, festoni e volute e contiene numerose opere, le 15 tele maggiori alternate ai 20 comparti minori.
Inside Doge's Palace (2006-05-629)
Inside Doge's Palace (2006-05-629) - Vyacheslav Argenberg
Nel 1297 ci fu la prima Serrata del Maggior Consiglio, che avrebbe sortito un regime aristocratica, pioché potevano far parte del Maggior Consiglio solo i discendenti di chi ne fosse già stato membro, con un incremento degli iscritti all'Albo d'Oro che portò i consiglieri da circa 400 ad oltre 1200.

Già nel 1301 ci si lamentava quia sala majores consilii non est sufficientes.
Venne presa allora una decisione geniale e spregiudicata: sovrapporre l'enorme Sala del Maggior Consiglio al Palazzo già esistente.

Doges Palace: Tintoretto's  Paradise
Doges Palace: Tintoretto's Paradise - Julie F
Siccome la base del salone eccede di parecchio il perimetro del vecchio edificio, sotto alle parti sporgenti venne ricavato lo spazio per due ordini di Logge, esile e delicata la inferiore, tozza e solida la superiore.

Il risultato estetico è sbalorditivo, poiché contraddice le comuni regole architettoniche, stando il pieno sul vuoto, il pesante sul lieve ed il fatto che le corte colonne spuntino dalla piazza senza basi, accresce ancora il fascino di questa così insolita struttura.

Elezione del Doge

In questa sala si effettuava l'elezione del Doge dopo la morte del precedente. Siccome le prime elezioni, quelle avvenute dal nono secolo fino al 1268, avevano portato a numerosi sospetto di brogli, da quella data si studiò un meccanismo forzatamente contorto, con numerose scelte casuali, ballottaggi, e con nomine vere e proprie.

Anche la scelta delle prime persone che dovevano cominciare questo percorso era data da una certa casualità: era un ragazzino tra gli 8 e i 10 anni scelta a caso tra la popolazione che traeva a sorte, con delle apposite palline di legno ricoperte di stoffa chiamate ballotte, i primi 30 consiglieri, che non dovevano essere imparentati o avere interessi comuni. Dalle ballotte deriva la parola italiana ballottaggio.
Di questi ne venivano sorteggiati 9 che, a loro volta, ne nominavano 40.
Dei 40, per sorteggio, ne rimanevano 12.
Questi 12 ne nominavano 25, dei quali, per sorteggio, ne rimanevano 9.
I nuovi 9 ne nominavano nuovamente 45, dei quali ne venivano sorteggiati 11.
Questi ultimi 11 dovevano indicare il nome di 41 componenti del Consiglio, tra i quali sarebbe stato scelto, con un quorum di 25 su 41, il nuovo Doge.
Queste votazioni così macchinose si potevano protrarre per parecchi giorni, tanto che i patrizi usciti dal Palazzo Ducale potevano incontrarsi nello spiazzo di fronte alla Basilica di San Marco, in un grande giardino che in veneziano antico si dice brolo. Incontrarsi in brolo significava mettersi d'accordo, da qui la parola italiana imbroglio.