Sebastiano Venier

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SEBASTIANO VENIER (Venezia 1496 - Venezia 1578) Condottiero e Doge della Serenissima

Sebastiano Venier nove mesi prima di morire venne eletto, al primo scrutinio, Doge delle Serenissima.

Il condottiero rimane nella storia per un solo fondamentale episodio, decisivo per il suo tempo. Egli vinse la più grande battaglia navale della marina a remi. In poche ore, dall'alba al tramonto del 7 ottobre 1571, nelle acque di Lepanto egli annientò la flotta di Alì Pascià, impedendo che il mediterraneo diventasse un lago turco e salvando la cristianità da un disastro irreparabile. Aveva 75 anni.
Amante della vita gaia e spensierata, soltanto nell'età matura sposò Cecilia Contarini e così cominciò la sua brillante carriera pubblica. Due anni dopo le nozze venne eletto Duca di Candia, dove rimase sino al 1551. Divenne quindi, Capitano a Brescia, Podestà di Verona, Avogador de Comun a Venezia, Provveditore Generale di Cipro.
Il 13 dicembre1570 fu nominato Capitano Generale da Mar e senza indugio si mise all'opera. Preparò la sua arma segreta, le Galeazze, autentiche fortezze galleggianti, armate di 70 pezzi di artiglieria.
Su iniziativa di Pio V si creò la Lega Santa tra Chiesa, Spagna, Venezia ed alleati minori, con il Trattato del 20 maggio 1571; il comando generale toccò a Don Giovanni d'Austria, il ventiduenne figlio naturale di Carlo V.
La flotta Turca comprendeva 222 galee e 60 galeotte, con 750 cannoni e 30 navi minori. Meno uomini, circa 74000, ma più cannoni, 1815, Venier comandava 105 galee e le 6 galeazze veneziane e rappresentava la forza centrale della flotta cristiana.
La battaglia fu cruenta, ma alla fine, la cristianità prevalse a Lepanto sui Turchi, perchè Venier seppe dare un senso unitario alla lotta ed il resto lo fece la sua maestria di Capitano da Mar.
A Venezia si celebrò la vittoria nella Chiesa di Santa Giustina con un solenne Te Deum, dove la vicina Calle Te Deum ne ricorda l'evento.
La sua casa si trova in Campo Santa Maria Formosa, una splendida costruzione gotica, sopra l'attuale Farmacia dell'Orso.
Alla morte la sua salma fu sepolta a Murano, nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli, pianto dai marinai e dai soldati ch'egli aveva guidato alla più luminosa delle vittorie. In epoca moderna (1907) le spoglie sono state traslate nella Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, accanto alla Cappella del Rosario, eretta per pertuare la mamoria di Lepanto.
Rimane celebre il ritratto di Sebastiano Venier, quando ancora non si erano spenti gli echi della battaglia vinta, che il Tintoretto ha effigiato con il suo magico pennello nel 1571-72, dipinto conservato presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna.