Laguna veneta
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Le foci di questi fiumi, che anticamente portavano le loro acque in laguna, sono state appositamente spostate dalla Repubblica di Venezia per evitare che i detriti trasportati dalle acque di questi fiumi potessero causare il progressivo interramento della laguna.
Con una larghezza che varia tra i quattro e i dieci km, ha una estensione complessiva di 549 chilometri quadrati. L'80% di questa superficie viene costantemente sommersa dalle acque, il 10% viene sommerso solo parzialmente, le cosiddette barene o velme, mentre solo il 5% è composto di isole costantemente fuori dall'acqua.
La profondità media è di un metro, ma calcolando che l'escursione di marea è di circa 70cm si può ben capire che parte di laguna sommersa da poca acqua, viene ad essere all'asciutto, mentre in caso di Acqua Alta parte delle isole viene sommersa.
Verso la terraferma, sulla quale si affacciano i paesi rivieraschi, la laguna si presenta ad arco, mentre una linea verticale, fatta da un susseguirsi dei quattro lidi, Cavallino, Lido, Pellestrina e Sottomarina, la divide dal mare Adriatico. Solamente dalle tre bocche di porto passano le acque, che con il rituale movimento della marea alimentano, di sei ore in sei ore, con il suo lento respiro, la vita nella laguna.
Sono attraversate da piccoli corsi d'acqua interni che si chiamano ghebi; gli specchi d'acqua possono essere chiamati valli o ciari. I punti in cui la laguna si apre verso il mare si chiamano bocche.
I canali di diversa profondità e larghezza offrono alle imbarcazioni lagunari la possibilità di spostarsi tra le une e le altre. La loro natura limo-argillosa le fa elevare poco dal livello dell’acqua, dalla quale si staccano ora in maniera graduale ora in modo netto e verticale.
I canali più profondi si trovano quindi in prossimità delle Bocche di Porto per l'elevata velocità dell'acqua che ne scava il fondo. Pensare di scavare dei canali nelle zone lontane alle bocche significa sconvolgere l'ecosistema lagunare, senza pensare che la natura corre sempre ai ripari e, velocemente, torna a riempire i canali scavati.
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I sedimenti trasportati dal mare portano alla formazione di secche, dette velme, ove trovano riparo tra le basse acque piccoli crostacei come la pulce d’acqua le schie o piccoli gamberetti.
Nelle zone che vengono coperte dalle acque più spesso si trovano le salicornie e lo zostereto, piante basse che però con le loro radici consolidano il terreno; su quelle allagate meno spesso cresce la pulcinellia. Nelle motte e nelle isole troviamo le tamerici, l'agropireto, il santonico.
Parte della laguna è occupata da aziende ittiche che praticano la vallicoltura. Questa è qui praticata da tempo immemorabile. Solo dopo la caduta della Repubblica le valli sono state chiuse con argini fissi favorendo gli insediamenti degli aironi e degli altri migratori.
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La laguna veneta è punteggiata di numerosissime isole. Di Isole della Laguna, tra quelle abitate o non, diventate solo discariche o meta di turisti o addirittura scomparse sotto il livello del medio mare, se ne contavano più di settanta.
La navigazione in laguna viene fatta con barche spesso a fondo piatto, perché l'acqua è poco profonda. Molte parti – circa il 15% – delle zone lagunari sono dedicate alle valli da pesca, dove molti pesci crescono in condizioni “controllate” e poi vengono pescati per arrivare sulle nostre tavole.
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Categoria: Cose veneziane