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San Servolo

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L'isola di San Servilio (in veneziano San Servolo)
è ricordata per il suo manicomio, qui infatti aveva sede un ospedale psichiatrico fino al 1978 che, con l'applicazione della Legge 180 conosciuta come Legge Basaglia, in quella data venne chiuso.

Isola, situata nel mezzo tra l'Isola di San Giorgio Maggiore e quella di San Lazzaro degli Armeni, ha un'origine antichissima; infatti viene ricordata come sede del più antico monastero benedettino in laguna, costruito dai monaci di Santo Stefano di Altino cacciati dai Franchi verso la fine del VI sec.

L'abbazia ottenne grande prestigio quando morì il Patriarca di Grado nell 828, infatti qui si incontrarono il doge Pietro Orseolo II e il giovane imperatore Ottone III nel 998.

La chiesa ed il convento, costruiti dai monaci grazie alle donazioni della famiglia Galbaio o Galbano originaria di Trieste, furono dedicati la martire istriano San Servilio, forse patrono della famiglia benefattrice, anche se in precedenza consacrata a San Cristoforo.

Dama 2 Rio Orfanello
Dama 2 Rio Orfanello - VeniceWiki
Successivamente i monaci furono sostituiti da monache di San Leone e Basso, anch'esse benedettine, che dovettero lasciare il loro monastero a Malamocco per un bradisismo che aveva reso pericolante l'edificio.


Tra queste monache vi era suor Filippa, monaca proveniente da agiatissima famiglia triestina, che portava in "dote" l'omero di S. Servolo reliquia che rese l'isola meta di grandi pellegrinaggi.

Con i pelligrinaggi giunsero alle monache anche donazioni e lasciti tanto da permettere loro la costruzione di iuna nuova chiesa in muratura e ingrandire il convento.

Nel 1294 sotto la badessa Donata Foscari si instuarò un'atmosfera allegra e libertina.

Nel 1615 furono trasferite nel convento dei Gesuiti, che nel frattempo erano stati espulsi da Venezia, così nell'isola vennero sostituite da consorelle di lingua greca e da altre suore dominicane, francescane ed agostiniane fuggite da Candia occupata dai Turchi.

Nel 1715 si insediarono i padri ospitalieri di San Giovanni di Dio i quali costruirono la chiesa che si può tutt'oggi ammirare, che però è stata rimaneggiata nel 1747 dall'architetto T.Temanza e successivamente vi edificarono un ospedale per malati di mente.

In questo luogo però potevano trovare ricovero solo i malati di nobile famiglia, mentre quelli poveri venivano abbandonati nelle strade della città e se considerati pericolosi venivano messi in carcere. Solo con l'avvento di Napoleone che soppresse tutti ordini religiosi si cominciò a trattare la questione dei malati di mente senza distinzione di ordini sociali.

Oggi l'isola, di proprietà della Provincia di Venezia, è sede del Centro studi oncologico ed il Centro europeo per la formazione degli artigiani e del restauro che vi tengono periodicamente dei corsi. Presso quest'isola sono ancora oggi conservati: la farmacia, la biblioteca e l'archivio dell'ospedale.

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