Murano
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<kaltura-widget size='L' align='R' kwid='c3NocmhodmZsY3w2NDF8NjQxMDB8TXVyYW5vfHR1ODY3YXl1M298YTk3N2EzNjQxMQ==' /> A nord-est di Venezia, visibile dalle Fondamenta Nuove, si trova l’isola del vetro, Murano.
Abitata probabilmente fin dall'epoca romana, Murano deve il suo nome ai profughi di Altino, una città romana dell'entroterra a qualche chilometro da Torcello. Numerosi Altinati, infatti, tra la fine del VI secolo d. C. e la prima metà del VII, si rifugiarono qui per fuggire ai Longobardi invasori, chiamando la loro nuova terra Amurianum, a ricordo di una delle porte della loro città.
Conosciuta in tutto il mondo per la fabbricazione del vetro, non tutti sanno che fu un editto del Maggior Consiglio del 1292, a spostare nell’isola la produzione del vetro. La motivazione ufficiale fu di evitare gli accentramenti di fornaci pericolose all’interno di Venezia così che si potessero allontanare i pericoli di incendi spesso disastrosi per la città.
Probabilmente la motivazione era più squisitamente protezionistica, cioè evitare che i veri conoscitori dell’arte della produzione del vetro, i maestri vetrai, si potessero allontanare da Venezia e portare altrove conoscenze così preziose per la crescita economica di Venezia.
Alcune leggende, e si sa che alla base di tutte le leggende c'è un fondo di verità, alcune leggende dicono che furono mandati dei sicari a "sollecitare" il rientro di alcuni fuggitivi con l'imperativo ordine di ucciderli se non fossero riusciti a convincerli di ritornare vivi in patria.
Nel centrale Rio dei Vetrai, vicino al Ponte de Mezo, c'è la Colonna del Bando dove il messo mandato da Venezia leggeva ad alta voce le ordinanze emesse dal Doge o dalle varie Magistrature che aveveno compiti specifici e diversi sulla lavorazione del vetro o sugli scarichi in mare, sulla pesca, sulle saline o quant'altro era pertinente all'isola di Murano
Murano è formata da cinque isole collegate tra loro da ponti. Ha anch'essa il suo Canal Grande e numerosi palazzi che su di esso si specchiano. Il più antico è sicuramente il Palazzo da Mula del XIII secolo mostra la sua facciata gotica con rosoni ed il balcone aggettante la riva. In quest'isola i patrizi veneziani trascorrevano i loro periodi di vacanza. Molte erano le dimore di varie casate, tra le quali Corner, Querini, Morosini ed altri ancora.
Delle antiche chiese che adornavano l'isola ne rimangono solo due ancora attive come parrocchie, la Chiesa di San Pietro Martire del XIV secolo, molto ricca di opere d'arte tra le quali dipinti di Giovanni Belli, Paolo Veronese e Jacopo Tintoretto, e la Basilica dei Santi Maria e Donato, San Donà per i muranesi. La costruzione di questa splendida chiesa risale al VII secolo, ma la sua forma attuale la acquisì nel XI secolo. La forma romanica, l'abside esterna a pianta esagonale, il suo ordine di nicchie adornato da coppie di colonnine e capitelli romanici, nonché i suoi splendidi mosaici risalenti al IX secolo, la pongono come meta obbligata a chi voglia avere un quadro completo dell’arte veneziana.
La viabilità di Murano assomiglia in tutto a quella di Venezia, solo la numerazione dei fabbricati si differenzia dalla città. Le strade portano nomenclature antiche, Bressagio, Rio dei Vetrai, fondamenta Navagero, ma anche nomi nuovi in quanto molte strade vengono aperte solo in tempi molto recenti, calle Antonio e Bartolomeo Vivarini, calle Volpi,
Lo splendido Museo del Vetro ci accompagna, attraverso i millenni, nella storia del vetro dai fenici ai giorni nostri. Alcuni reperti romani pervenutici in perfetto stato di conservazione non hanno nulla ad invidiare ad alcune produzioni tanto erano perfette nella fattura e leggere nelle forme.
Scendendo ad una qualsiasi delle sette fermate dei vaporetti che da Venezia portano a Murano, vale a dire Colonna, Faro, Navagero, Museo, Da Mula, Venier, Serenella, si trovano innumerevoli negozi che offrono ai passanti i migliori oggetti che oggi si possono produrre nell’isola. Bicchieri, vasi, coppe, lampade e lampadari ed oggetti di qualsiasi tipo tutti eseguiti con maestria secolare dai maestri vetrai muranesi.
Alcune fabbriche di Murano si sono nel tempo specializzate nella produzione di tessere di mosaico soprattutto per soddisfare la richiesta della Basilica di San Marco che el suo interno ha una superficie di 8 mila metri quadrati di mosaici, sorpattutto con la foglia d'oro, per far risaltare maggiormente la luce che entra dalla grande vetrata della facciata. La continua attenzione ed il costante monitoraggio delle tessere vetrose attaccate alle strutture della principale Chiesa di Venezia, ha potuto permettere che i mosaici potessero superare brillantemente il corso dei secoli perfettamente mantenuti nel loro splendore originale.
La Regione del Veneto tutela e promuove la denominazione d'origine dei manufatti artistici in vetro realizzati nell'isola di Murano, in quanto patrimonio della storia e della cultura secolare di Venezia, sotto la denominazione Marchio Vetro artistico di Murano. Alle ditte che aderiscono all'associazione niene assegnato un marchio con il un proprio codice che le distingue ognuna per la propria produzione.
Murano si raggiunge facilmente da Venezia con il vaporetto della linea 41 da Piazzale Roma, lina 42 dal Lido, linea 5 da Piazza San Marco dell'ACTV, da Treporti con il battello che ferma pure a Burano, oppure dall'Aereoporto Marco Polo con la linea diretta di Alilaguna.
[modifica] Da visitare
- Chiesa di San Pietro Martire (Murano)
- Basilica dei Santi Maria e Donato
- Museo del Vetro (Murano)
- Glossario del vetro
- Vetro di Murano
- Vetrerie
- Marchio Vetro artistico di Murano
- Colonna romana (Murano)
- Mosaici Medievali
- Casino Mocenigo
- Le sue stanze sono splendidamente affrescate da allievi di Paolo Veronese, quali Benedetto Caliari e Dario Varotari, con temi dedicati alla Musica, alla Poesia e all'Amore. Questo palazzo, oltre che luogo di svago, ospitava spesso, tra '600 e '700, i più importanti artisti e letterati presenti a Venezia. Murano, infatti, a partire dal Cinquecento, fu una delle mete preferite di illustri personaggi quali Bembo, Aretino, Tasso, Manuzio, re Enrico III di Francia e tanti altri.









