Categoria:Ponti

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I ponti di Venezia sono, per l'esattezza 391, tra pubblici e privati, senza contare le isole, anche le più grandi come la Giudecca, Murano, Burano, Torcello, i cui ponti saranno conteggiati separatamente.

Quando ci si muove per Venezia è necessario essere forniti di un paio di scarpe comode per attraversare con relativa semplicità i ponti che si incontrano nel percorso che si è deciso di intraprendere. I veneziani non contano più quanto ponti attraversano nel loro quotidiano peregrinare nella città lagunare, mentre per un turista, poco avvezzo alla lunga camminata ed ancor meno a salire i numerosi gradini, ogni ponte potrebbe diventare un supplizio, ogni gradino una stilettata al fianco della pianta dei piedi.
In origine non erano così numerosi come oggi. Erano piatti e di legno, come ancora si vede nella Pianta a volo d'uccello di Jacopo de Barbari, poi, con il passare degli anni, si costruirono ad arco, a gradini, in pietra e mattoni. Quando erano piatti o con gradini bassi e profondi, a Venezia circolavano le carrozze ed i cavalli che potevano pascolare nei campi che allora non erano pavimentati con pietre.

Certamente i primo ponte in legno fu costruito subito dopo che la sede ducale venne trasferita da Malamocco a Rialto nel 813, entra il primo ponte in pietra, come si legge nei Diarii di Marino Sanudo, venne costruito qualche secolo dopo dal Doge Pietro Sardonico nei pressi della Chiesa di San Zaccaria. Allora venne adoperata per la prima volta la Pietra d'Istria che, da quel tempo fino ai giorno nostri, fu sempre usata in tutte le grandi costruzioni cittadine.

Però il re di tutti i ponti è rimasto sempre lui, il Ponte di Rialto, che con ampia arcata di 28 metri, larga 22 metri e alta sopra la linea media di marea 7,5 metri, scavalca il Canal Grande. Questo ponte riassume nel suo antico nome tutta la gloriosa storia della vita di Venezia commerciale e marinara: maestoso gigante che, come un arco di trionfo gettato sul Canalazzo, ha sempre dominato in tutte le Feste popolari veneziane e domina ancor oggi particolarmente nella Regata Storica, in cui assiste, testimone muto, al passaggio del pittoresco corteo delle Bissone, delle Gondole agghindate a festa, delle barche infiorate e dei veloci Gondolini che gareggiano per arrivare in bandiera, così come nei secoli passati si copriva di drappi damascati per salutare il Bucintoro sfolgorante di ori e di argenti.

Il primo Ponte di Rialto, in legno e posante su barche, venne costruito nell'anno 1180; poi nel 1264 ne venne eretto uno si pali, ma nel 1444 crollò per la calca di popolo accorsa per assistere al passaggio trionfale della Marchesa di Ferrara. Venne ricostruito e rovinato ancora da numerosi incendi fino a che il Senato delle repubblica decise di costruirne uno più solido in pietra. L'incarico della costruzione l'ebbe l'architetto Antonio Da Ponte che la portò a termine nel 1591. Da allora per le ampie gradinate della poderosa mole salgono e scendono le signore impellicciate, i signori galanti, le massaie, i mercanti e le carovane dei turisti d'ogni nazione: massa di gente fluttuane nei secoli, come negli anni della maggior floridezza veneziana, quando vi salivano le matrone ingioiellate e gli austeri patrizi, frammischiati alla folla delle popolane con sulle spalle lo scialle nero frangiato, e dei mercanti orientali e nord europei, qui convenuti per smerciare le spezie, i profumi, e le stoffe rare.
C'è pure un altro ponte importante da ricordare, immancabile meta di quanti arrivano a Venezia per la prima volta: il Ponte della Paglia, ampio, con i gradini bassi e due belle spalliere a colonnette ben lavorate, costruito per la prima volta nel 1337. Qui sostano i turisti per la rituale fotografia e vi indugiano per fermare l'occhio sul Ponte dei Sospiri, che sta sospeso tra il Palazzo Ducale ed il Palazzo delle Prigioni e che suscita ricordi e truci storie leggendarie che la fantasia del popolino ha creato.

Sotto quell'aereo ponticello che ha ai fianchi due spiragli traforati e si riflette nell'acqua cupa di Rio di Palazzo, continuano a scivolare leggere le Gondole degli innamorati per continuare a godersi il dolce dondolio della barca nella ragnatela degli altri rii a all'ombra di altri ponti.
Il Ponte della Paglia ci ricorda una delle più care leggende veneziane, descritta dal pennello di Paris Bondone. Il quadro, che si trova nelle Gallerie dell'Accademia, si intitola La consegna dell'anello al Doge. La leggenda narra che la notte del 25 febbraio 1340 Venezia venne flagellata da una tremenda tempesta che minacciava di sommergere l'intera città. Ad un povero pescatore, riparato con la sua barca sotto il ponte, si presentò un misterioso personaggio ordinandogli di traghettarlo all'Isola di San Giorgio Maggiore; ma qui comparve uno sconosciuto, poi un terzo che insistettero per venir trasportati a San Nicolò del Lido.

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La fragile imbarcazione giunta al largo, si vide venire incontro un vascello carico di spiriti infernali, ma non appena i tre sconosciuti si fecero il segno della croce, la nave sprofondò nelle acque con tutti i dannati e subito il mare ritornò in bonaccia.

I tre sconosciuti, che altri non erano che San Marco, San Giorgio e San Nicolò, nel congedarsi dal barcaiolo gli consegnarono un anello d'oro da recare al Doge, il quale nel riceverlo, riconobbe subito quello che egli custodiva nel Tesoro di San Marco e che mano invisibile aveva tolto da quel posto.
Un vecchio ponte che ci ricorda un altro fatto miracoloso è il Ponte di San Lorenzo dal quale, come narrano le cronache, nel 1369, cadde nel sottostante Rio il Reliquiario d'argento della Santissima Croce, che il sacerdote recava in processione alla vicina chiesa.
La Sacra reliquia non affondò, ma rimase miracolosamente a galleggiare sull'acqua fino a quando il sacerdote ufficiale non si gettò nel canale a prenderla e a riportar la sulla riva. Questo fatto venne poi, nel 1500, reso eterno dal pennello di Gentile Bellini nella sua bellissima tela, nota come il Miracolo della Croce, ora nelle Gallerie dell'Accademia.
Vi è inoltre un ponte che la fantasia popolare ha fatto nascere in una notte da mani misteriose e l’ha chiamato Ponte de le Meravegie, del secolo XV.

Arco del Paradiso con insegne araldiche
Arco del Paradiso con insegne araldiche - VeniceWiki
C’è un altro ponte la cui costruzione venne attribuita al demonio e vien detto Ponte del Diavolo e non lungo da questo c’è il Ponte del Paradiso che da accesso all’omonima Calle del Paradiso del XIV secolo.

Tra i ponti più conosciuti e più movimentati viene citato il Ponte degli Scalzi, ardita ed elegante costruzione in pietra, che sovrasta il Canal Grande nei pressi della Stazione Ferroviaria Santa Lucia e poco distante si trova il Ponte delle Guglie, così detto dai quattro obelischi che decorano i parapetti, venne costruito nel 1580 in pietra d’Istria a cavallo dell’ampio Canale di Cannaregio.
Dei cosiddetti ponti malfamati ne ricorderemo uno soltanto. Allo scopo di dare pubblico esempio della severità della giustizia, il Governo veneto aveva disposto che alcune condanne, come quelle del taglio della mano, della lingua e l’esecuzione capitale dello squartamento venissero eseguite su alcuni ponti. Di tali poco edificanti spettacoli ci rimane il ricordo nel Ponte dei Squartai ai Tolentini. Allora non bastava che l’assassino venisse mandato all’altro mondo con un sol colpo di mannaia, ma spesse volta quel disgraziato veniva fatto a pezzi, squartato, che venivano poi esposti in quattro punti della città perché i cittadini conoscessero il nome, il delitto commesso e la condanna del copevole.

Ponte dei Pugni
Ponte dei Pugni - VeniceWiki
Invece su parecchi ponti veneziani, specie su quelli che allora non avevano le bande, i parapetti protettori, si svolgevano delle lotte tra popolani di diversi sestieri. Tali lotte che assumevano forma di autentiche zuffe, si facevano parecchie volte all’anno ed i soccombenti, pesti dalle bastoate e dai pugni, finivano di solito nelle acque del sottostante canale.

Il ricordo di questi combattimenti, che durarono fino al principio del 1705, è ancor vivo nel nome del Ponte della Guerra, tra San Marco e Campo Santa Maria Formosa, nel Ponte di Santa Fosca e nel Ponte dei Pugni a San Barnaba, che recavano, fino ai primi anni del XXI secolo quando rifecero la pavimentazione dei ponti, recavano ancora sul ripiano centrale le impronte in marmo dei piedi sui quali i contendenti ponevano il proprio prima di iniziare la lotta.
Ad una di queste lotte con i bastoni assistette nel 1574 il re Enrico III di Francia, che fu allora ospite della Serenissima. Alla lotta che si svolse sul Ponte Foscarini ai Carmini, parteciparono ben 200 persone, 100 per parte, che alla fine il re volle premiare con parecchi ducati d’oro.
Di ponti storici a Venezia ce ne sono molti. Tutti hanno consacrato il loro nome a qualche avvenimento importante.
Sul Ponte di San Polo nel 1548 Lorenzino de Medici e suo zio Alessandro Soderini vennero trucidati da due sicari pagati da duca Cosimo.
Sul Ponte di Santa Fosca la sera del 5 ottobre 1607 Fra Paolo Sarpi venne aggredito da cinque individui, suoi nemici di parte. Oggi in Campo Santa Fosca il bel monumento bronzeo dedicato all’illustre frate servita.
Il Ponte Storto a Sant’Aponal si arrampica sul palazzo dove nacque la seducente Bianca Cappello, che, invaghitasi di un giovane fiorentino, fuggì con lui a Firenze, dove, qualche anno dopo, conobbe il duca Francesco de Medici, che la sposò, e dove nel 1687, tutti e due morirono di veleno.
Al Ponte di Santi Apostoli, che conserva degli avenzi decorativi del XIII-XIV secolo, c’è ancora il palazzo che fu del doge Marino Faliero che , per effetto dei suoi ma’ pensieri fu imprigionato a decapitato nell’aprile 1355.
Anche altri ponti hanno motivo per essere nominati, magari per la vita di qualche artista che in quei luoghi hanno abitato, come nella Parrocchia di San Canciano nelle vicinanze dell’omonimo ponte abitò e morì il grande Tiziano Vecellio.
Al Ponte Marco Polo vi era la casa della Famiglia Polo dove Marco Polo trascorse l’infanzia e gli ultimi anni della sua agitata esistenza.
Al Ponte di San Basegio nacque e visse l’illustre ritrattista Rosalba Carriera.
Al Ponte de la Calcina morì nel 1750 il poeta cesareo Apostolo Zeno.
Al Ponte di San Tomà nacque e abitò Carlo Goldoni, la cui casa oggi è monumento nazionale.
Al Ponte dei Fuseri dal 29 settembre al 1 ottobre 1786 alloggiò Wolfang Goethe.
Al Ponte de la Cortesia sorge i palazzo da cui il patriota Daniele Manini nel 1849 partì per l’esilio.
In fine nel cuore di Venezia dove la vita si svolge più intensa , animata, gaia e piena di quel colore cittadino a nessun’altra città del mondo uguale, Rialto, una epigrafe sta sotto il balcone dal quale il grande commediografo Giacinto Gallina ammirò la vita che si svolgeva allora, come oggi nel Canalazzo, tra le due rive del Ferro e del Vin che egli tradusse fedelmente nelle sue immortali commedie. La scritta così recita:
      Qui
      Nell’incanto della sua Venezia
      GIACINTO GALLINA
      Confidò all’arte
      Il suo ultimo sogno

Quanti sono in totale i gradini di tutti i ponti di Venezia?
Il Ponte di Rialto ne conta in totale 316, così come descritto nella pagina dedicata, mentre gli altri tre che attraversano il Canal Grande ne hanno rispettivamente 80 il Ponte degli Scalzi, 122 il Ponte dell'Accademia, 106 il Ponte della Costituzione, per un totale di 624 gradini.

Avendo un numero preciso di ponti che collegano le varie isole che compongono Venezia, sarebbe sfizioso sapere anche quanti sono, in totale, i gradini che compongono i vari ponti per avere, quindi, un numero complessivo di gradini che si possono salire e scendere attraversando tutti i ponti di Venezia.