Caterina Cornaro


Caterina Cornaro (1454-1510), figlia del patrizio veneziano Marco Cornaro e di Fiorenza Crispo, apparteneva a una delle famiglie più ricche ed influenti del patriziato della Serenissima, i Corner.

Educata in monastero, a 14 anni di età fu data per procura in sposa a Giacomo II Lusignano, re di Cipro e d’Armenia, ma l’unione con lo sposo fu ritardata di quattro anni (1472).

Il matrimonio rivestiva una grande importanza politica per la Repubblica veneziana che, in caso di morte del re, avrebbe avuto modo di pretendere di svolgere un ruolo di primo piano nell’isola e consolidare così il proprio controllo nel Mediterraneo orientale.

Nel 1472 Caterina salpò da Venezia per Famagosta, capitale di Cipro, dove sposò ufficialmente Giacomo II e venne incoronata regina di Cipro, di Gerusalemme e d’Armenia.

La notte tra il 6 e il 7 luglio 1473 Caterina restò vedova con un figlio nascituro. Il figlio nacque il 28 agosto di quell’anno e venne proclamato re con il nome di Giacomo III.

La notte del 13 novembre 1473 scoppiò la congiura di Famagosta, ordita dalla fazione spagnola per liberare l’isola dalla prepotenza veneziana, che se non riuscì a catturare la regina, trafugò il piccolo re, uccidendo nella reggia il medico e un servo, stessa sorte che capitò a Andrea Corner e Marco Bembo, patrizi veneti accorsi in aiuto.

Ma il piccolo Giacomo III, debole e febbricitante, morì a Famagosta il 26 agosto 1474, non avendo ancora compiuto il primo anno di età. Caterina, affranta dal dolore, ma decisa e autorevole, regnò sotto la protezione interessata della repubblica di Venezia, da sola ma sempre più sorvegliata e meno libera.

Nell’ottobre 1488 fu scoperta un’altra congiura, ordita ancora dalla fazione spagnola pretendente al trono, il che diede l’occasione propizia e desiderata a Venezia per richiamare Caterina dall’isola e annettersi il regno. Caterina tentò di opporsi ma tutto fu inutile: dovette arrendersi. Il 26 febbraio 1489 abdicò in favore della Repubblica veneta e il 14 marzo successivo, con tutti gli onori, salpò da Cipro. Non arrivò a Venezia che il 6 giugno 1489.

Dopo aver abdicato al trono di Cipro, fu creata domina Aceli, signora di Asolo, conservando tuttavia anche negli atti ufficiali il titolo e il rango di regina. Caterina giunse nel suo esilio dorato di Asolo l’11 ottobre 1489.

Come signora, Caterina aveva su Asolo e su tutto il suo territorio un dominio effettivo di mero et mixto imperio et gladii quacumque et omnimoda alia potestate, quale prima spettava al Doge. Ad Asolo Caterina e la sua corte, un’ottantina di persone, si installarono nel Castello. A guardia e onore della propria persona la regina aveva un centinaio di soldati, stabiliti dalla stessa Repubblica Veneta. Nell’esercizio però di questa sua sovranità la regina Cornaro aveva dei limiti posti categoricamente dalla Repubblica Veneta: non poteva imporre ai suoi sudditi oneri ed angherie di nessun genere; nella città e nel territorio di Asolo “non potevano rifugiarsi, stare od abitare” quelli che non potevano farlo se il dominio del territorio fosse stato nelle mani del doge.

Nel 1509, a seguito della invasione da parte delle truppe della Lega di Cambrai del territorio Asolano, Caterina Cornaro si rifugiò a Venezia. Dopo la cacciata dei Tedeschi, fece un breve ritorno ad Asolo. Il 10 luglio 1510 morì a Venezia.
Le sue spoglie sono conservate nella Chiesa di San Salvador, in un monumento funebre posto nella facciata interna destra del transetto, di fronte ad un altro monumento gemello dedicato al primo cardinale della casata, Marco Cornaro.