Isola di San Michele

Descrizione

L’isola di San Michele si trova a nord di Venezia distante poche decine di metri dalle Fondamenta Nuove, dalle quali è collegata da un servizio di trasporto pubblico, ogni 10 minuti circa.
Quella che noi oggi identifichiamo come l’isola del Cimitero di Venezia fu divisa fino al 1837 da uno stretto canale in due distinte isole, l’Isola di San Michele e l’Isola di San Cristoforo della Pace. Solo successivamente, quando la popolazione della città era sopra i 150mila abitanti, per soddisfare tutte le richieste di sepoltura nel cimitero, venne interrato lo stretto canale che divideva le piccole isole per creare quella che oggi conosciamo come il cimitero di Venezia.

Qui riposano insigni artisti internazionali, tra i quali Ezra Pound (1972), Igor Stravinskij(1971), Sergej Diaghilew(1929), Josif Brodsky (1996), Frederick William Rolfe, e naturalmente i famosi veneziani tra i quali il commediografo Giacinto Gallina, lo storico e studioso dell’arte Giulio Lorenzetti, il Maggiore dell’aviazione Pier Luigi Penso (1934), l’attore di commedie veneziane Cesco Baseggio, il compositore Luigi Nono(1990), i pittori Virgilio Guidi, Emilio Vedova (2006) e Armando Pizzinato, e molti altri veneziani per amore come il famoso allenatore Helenio Herrera (1997) ed Ashley Clarke (1994) ambasciatore inglese in Italia e fondatore di The Venice in Peril Found.

Un tempo l’isola di San Michele veniva chiamata Cavana de Muran, oltre che San Michele in Paluo (palude), perché qui vi trovavano rifugio le barche che procedevano verso Murano sorprese dal cattivo tempo.

Nel XIII secolo iniziò la vita autonoma di San Michele, grazie ai monaci Camaldolesi, che nel 1212 qui fondarono un convento con una ricca biblioteca, presso la quale lavorarono illustri personaggi quali il sommo cosmografo Fra’ Mauro (metà del ‘400) autore del Planisfero conservato presso la Biblioteca Nazionale Marciana e Fra’ Mauro Cappellari divenuto poi Papa Gregorio XVI nel 1831.

Delle costruzioni dell’Isola di San Cristoforo non esiste più nulla in quanto Napoleone portò tutti i piccoli cimiteri della città, di solito attigui alle chiese parrocchiali e quindi poco salubri, proprio qui, demolendo quindi tutte le costruzioni, la chiesa ed il convento dei frati.
Nel 1810, le soppressioni di Napoleone posero fine anche alla presenza dei monaci a San Michele. Il Convento fu trasformato, qualche anno dopo, dagli Austriaci in carcere politico, ospitando, tra gli altri, i patrioti Silvio Pellico e Pietro Maroncelli.

Meritano una visita il bel chiostro e soprattutto, la chiesa posta a lato dell’imbarcadero , opera di Mauro Codussi, primo esempio di architettura sacra rinascimentale a Venezia (1469 – 1478), commissionatagli nel 1466 dai monaci Camaldolesi. Guglielmo Bergamasco eresse la contigua Cappella Emiliana, successivamente restaurata dal Sansovino. La bianca facciata in pietra d’Istria e intarsi policromi racchiude un armonioso interno a tre navate con soffitto a cassettoni. Si conservano opere di Bernini, Lazzarini e Zanchi. Davanti alla porta principale, c’è la tomba di Fra Paolo Sarpi, teologo e giurista della Serenissima, di cui difese i diritti sovrani anche contro il Papa.

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Categoria: Isole della Laguna