Murrina

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La Murrina è il risultato del taglio di una bacchetta di vetro eseguita assemblando colori di vetro differenti, al fine di eseguire un disegno definito. Può avere misure differenti, da pochi millimetri fino ad alcuni centimetri, a seconda dell’utilizzo e del risultato più confacente al maestro vetraio.

Una bacchetta di Murrina si ottiene con l’accostamento di vari tipi di colori in pasta vetrosa sovrapposti per formare il disegno voluto e portati a fusione. Il risultato è questa lunga canna la cui sezione ha la forma ed i colori voluti. Tagliata in dischi della lunghezza variabile da pochi millimetri a 3 - 4 centimetri la forma ottenuta è la Murrina.

L’accostamento di più murrine su una piastra permette la lavorazione della murrina stessa sia per la preparazione di vari oggetti, sia per la decorazione con l’attaccatura a caldo su oggetti grandi.

Spesso si confonde la murrina singola con gli oggetti eseguiti con l’aggregazione a caldo delle murrine.
Nel Museo vetrario di Murano si possono vedere alcuni accostamenti di vetri di colore diverso che molto somigliano alle moderne murrine, ma provengono da scavi romani, se non fenici, i quali hanno degli accostamenti di colori molto gradevoli, che nulla hanno da invidiare alla produzione attuale e moderna delle murrine.

Alcune fornaci si sono specializzate ad eseguire canne di murrina, ma le murrine più belle, anche se si tratta di una opinione del tutto soggettiva, sono quelle realizzate dalle fornaci che poi le usano per la produzione propria di vasi, in particolare, ma anche di bicchieri o oggetti ornamentali. In questo modo sono in grado di eseguire degli accostamenti particolari, delle forme originali, che danno agli oggetti eseguiti un tocco di esclusività e gradevolezza unico e inconfondibile per ogni fornace che le produce.