Palazzo Grimani a Santa Maria Formosa

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Informazioni

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Indirizzo Castello 4858 - Ruga Giuffa
Completamento 1540

Antonio Grimani, agli inizi del 1500, dona ai figli la casa da stazio: il complesso verrà poi completato grazie al nipote Giovanni, patriarca di Aquileia, e a suo fratello Vettore, procuratore di San Marco. È probabile che gli stessi eredi Grimani siano intervenuti nella progettazione e nella decorazione del palazzo.

Pastellone a Palazzo Grimani 2
Pastellone a Palazzo Grimani 2 - VeniceWiki
L’architettura fonde elementi tosco-romani con l’ambiente veneziano: tra gli altri sono particolarmente suggestivi la Tribuna, già sede della bellissima raccolta archeologica di Giovanni, il cortile, unico per la città di Venezia, e la bellissima scala di accesso decorata con lavorazione a Stucco e marmorino, forse le prime lavorazioni di questo tipo a Venezia. Straordinarie sono le decorazioni pittoriche. Come già per l’architettura, i Grimani si rivolgono ad artisti di formazione centro-italiana: Giovanni da Udine, Francesco e Giuseppe Salviati, Camillo Mantovano e Federico Zuccari.


La Famiglia Grimani annovera tra i suoi discendenti personaggi famosi del loro tempo; inseriamo soltanto Marino Grimani e Domenico Grimani figli di Giovanni Grimani, patriarca di Aquileia a partire dalla metà del ‘500, che iniziarono a raccogliere pezzi importantissimi di statuaria greca e romana, ma anche medaglie, cammei, gemme. Una raccolta tra le più ricche, forse la più ricca di Venezia del ‘400-‘500.
La famiglia Grimani annovera anche un doge, Antonio Grimani che copre questa carica nel 1521 dopo una storia politica personale travagliatissima, è stato ammiraglio e Capitano da Mar nel 1499, quando Venezia perde le isole di Modone e Corone, egli viene imprigionato, fugge e viene accolto dal figlio a Roma e rientra a Venezia nel 1508, ormai molto anziano viene eletto doge nel 1521.
Come anticipato prima era stato proprio Antonio Grimani che aveva provveduto a lasciare ai propri figli quello che del palazzo era stato costruito all’epoca, praticamente le due ali che danno sui rii, il Rio di San Severo ed il Rio di Santa Maria Formosa', dove sono localizzate le due porte d’acqua.
Come tutte le famiglie patrizie, gran parte della ricchezza era stata costruita sui commerci e dunque questa è non soltanto la dimora patrizia, ma anche una Casa-Fondaco, con dei magazzini localizzati a piano terra dove posizionare le merci.

Camerino di Callisto
I temi ed i motivi di riferimento di Giovanni da Udine sono sicuramente quelli antichi, ovvero le copie delle villa di Traiano a Tivoli, con la volta a padiglione molto simile a quella presente nel camerino con fasce decorative.
Sono presenti, in queste fasce, i motivi a losanghe con delle rosette, dei tondi, dei medaglioni, il tutto arricchito da una serie di motivi che rimandano allo zodiaco, in particolare il toro, il capricorno, il leone e l’acquario, probabilmente legati al tema astrologico di Giovanni Grimani e che affiancano quella che è la storia vera e propria, quella tratta da ‘’Le Metamorfosi’’ di Ovidio, ovvero la storia di Callisto, della ninfa Callisto, che viene sedotta da Giove, che viene punita da Giunone, trasformandola in orsa.

Al centro della parete vi è Callisto che si sta riposando e viene colta alla sprovvista da apparentemente Diana, ma in realtà è Giove che si è abilmente travestito come la dea cacciatrice e seduce Callisto. Tutto questo porterà ad una gravidanza indesiderata che susciterà le ire di Giunone.
Giovanni trascrive puntualmente quello che Ovidio scrive nelle metamorfosi.

Callisto si sta bagnando e le altre ninfe si accorgono della sua gravidanza. Giunone, molto invidiosa, moglie di Giove la punirà trasformandola in orsa.

Riquadro: Callisto si trova inginocchiata e Giunone la strattona per i capelli, e lentamente la metamorfosi è in atto, fino alla trasformazione totale.
Ultima scena: Callisto al centro con la zampa alzata che guarda con terrore questo ragazzo che è suo figlio Arcade, il figlio avuto da Giove, che sta per colpirla con una freccia, ma Giove ed il suo poppiere intervengono per bloccare l’omicidio.
Al centro: la conclusione della favola con Arcade e Callisto assunti in cielo con Giove, trasformati nelle costellazioni dell’Orsa Maggiore e Orsa Minore.

Una tematica, quella astrologica, molto cara ai Grimani, una tradizione molto antica, e che viene, così, come tutti i motivi delle grottesche, riscoperte da Giovanni da Udine e Raffaello; viene esportata da Roma per accontentare queste predilezioni anticheggianti di Giovanni Grimani e messe a punto su questo camerino.
Il tutto è completato da degli specchietti originali che dopo il restauro brillano ancora di più e che esaltano questo clima anche esoterico che Giovanni da Udine voleva creare, una sorta di autocelebrazione, una volontà di distinzione rispetto alle altre famiglie.

Pastellone a Palazzo Grimani
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Mappa

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Foto