Giorgione da Castelfranco

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Giorgione da Castelfranco (Castelfranco Veneto, 1478 – Venezia, 1510)

Giorgione è uno dei più famosi pittori veneti del XV secolo, operante anche a Venezia nella quale abitò per anni.

Il nome proprio dell'artista è ancora incerto, si sa che visse ed operò specialmente a Venezia dove morì nel 1510 a 33 anni di peste.

La fonte principale di notizie riguardanti il Giorgione è il libro scritto da Vasari Vite dei principali artisti architetti e scultori scritto tra il 1550 ed il 1568, dove scrisse che imparò a dipingere con il Bellini e da se e che si dedicò inizialmente a dipingere Madonne.

La Tempesta (1507-08) è una delle poche opere certe del Giorgione e si trova esposta nelle Gallerie dell'Accademia.

Gran parte delle opere del Giorgione, di solito visibili nei musei lagunari, sono rimaste esposte a Palazzo Grimani a Santa Maria Formosa fino al 10 ottobre 2010.

Si potevano ammirare La Vecchia (1506) proveniente dalle Gallerie dell'Accademia di Venezia, La Nuda (1508) affresco staccato dalle pareti del Fondaco dei Tedeschi ed esposto nella Galleria Franchetti alla Ca' d'Oro, nonchè la famosissima La Tempesta (1507-08) custodita anch'essa alle Gallerie dell'Accademia di Venezia.
Viene sempre ricordato come uno dei primo artisti che si cimentarono con l'affresco sulle pareti esterne dei Palazzi di Venezia e il primo affresco che dipinse lo eseguì sulla facciata della propria abitazione in Campo San Silvestro. Venne successivamente incaricato di eseguire la dipintura di Palazzo Soranzo in Campo San Polo e lui vi fece istorie, fregi di fanciulli e figure in nicchie, or affatto divorate dal tempo, non conservandosi che la figura d'una donna con fiori in mano, e quella di Vulcano in altra parte che sferza Amore scriveva C. Ridolfi in Le meraviglie dato alle stampe nel 1835 a Padova. Dovevano invece essere particolarmente accattivanti se l'Aretino così li descriveva:
Dilettossi molto del dipingere a fresco, e fra le molte cose che fece, egli condusse tutta la facciata di Ca' Soranzo in su la piazza di San Polo, nella quale oltre a molti quadri e storie e altre sue fantasie, si vede un quadro lavorato a olio in su la calcina: cosa che ha retto all'acqua, al sole ed al vento, e conservavasi fino ad oggi (cifr 1540). Ecci ancora una Primavera che a me pare delle belle cose che egli dipingesse a fresco, ed è un gran peccato che il tempo l'abbia consumata sì crudelmente.

Mappa dei dipinti

Immagine del Dipinto Titolo del dipinto Luogo di esposizione Anno
La Vecchia Galleria Franchetti 1506
La Tempesta Gallerie dell'Accademia 1507 - 1508
La Nuda Gallerie dell'Accademia 1508