Incendi a Venezia

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Venezia, per quanto sia una città che vive sull'acqua, ha sempre avuto dei gravi problemi con il fuoco.
La conformazione dei fabbricati veneziani ha provocato, periodicamente, grandi disastri nella città lagunare, così come per gli altri grandi centri urbanizzati, perchè le strutture delle case erano in gran parte in legno.
In legno erano, e sono, gran parte dei solai, delle capriate delle coperture, i divisori all'interno delle case ed, in principio, anche le strutture portanti.

Diventa facile comprendere come, in queste condizioni, un focolare mal isolato, una disattenzione nell'accensione di un caminetto, o la caduta di un lume ad olio, potessero causare grandi incendi che, data la vicinanza delle varie strutture, si propagava con grande velocità, inghiottendo e distruggendo parti importanti e vaste di Venezia, spesso aiutate dal vento che propagava le scintille portandole da un tetto all'altro.

Nel 976 un incendio di grandi proporzioni distrugge il primo Palazzo Ducale, la Basilica di San Marco, la contigua Chiesa di San Teodoro ed oltre trecento case verso la parrocchia di quella che diventerà la Chiesa di Santa Maria del Giglio.
Nella Veduta a volo d'uccello di Jacopo de Barbari del 1500 si può notare che la cuspide del Campanile di San Marco sia molto piatta, a causa del rifacimento provvisorio della cuspide stessa distrutta dal fuoco a causa di un fulmine che si è abbattuto durante un grande temporale.
Nel 1505 è la zona intorno al Ponte di Rialto, che allora era ancora in legno ed anch'esso distrutto, ad andare a fuoco ed anche in quell'occasione furono molte la case ed i palazzi che furono completamente distrutti. Tutta la zona del Mercato e dei Banco Giro fu rasa al suolo, la drapperia, con grandi quantitativi di stoffe e tessuti pregiati, andò in fumo, furono aperti i cancelli del vicino granaio perchè almeno qualcuno potesse avvantaggiarsi del grano che vi era custodito, piuttosto che fosse il fuoco a prenderselo. Anche il Fondaco dei Tedeschi, dall'altra parte del Canal Grande, fu distrutto dalle fiamme, la cui ricostruzione partì già nel 1507 a spese del Senato della Republica.
Le cronache del 1577 riportano le notizie del grave incendio che colpì, ancora una volta, il Palazzo Ducale, con grande perdita di un'enorme quantità di opere d'arte, dal Vivarini al Bellini, dal Guariento al Giorgione.