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Parole in dialetto veneziano

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Indice

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[modifica] A

  • ànda: andamento, andare, voglia (no go anda = non ho voglia)
  • àmia: zia
  • articiochi = carciofi
  • amigo = amico
  • abandonàr = abbandonare, abbandonarsi = venire meno, mancar d'animo
  • abatùo = abbattuto, spossato, debilitato
  • Abinàrs = abbinare
  • Abénze casa con tutte le so abènze e pertinènze = casa con tutte le sue adiacenze, cioè con tutti i luoghi che ne dipedono
  • Abito fruà = abito consumato
  • A brazzacòlo = abbracciando al collo
  • A menadèo = a mena dito (Savèr o far una cossa a menadeo: sapere, fare una cosa alla perfezione)


[modifica] B

  • ''bàrba'': zio
  • ''barèta'': berretta, copricapo
  • ''baùta'': specie di mantellino o rocchetto, a uso di maschera
  • ''bìgolo'': bastone ricurvo su cui si appendono secchi o cesti, da portare sulla spalla
  • ''bonètto'': panno o cuffia che le donne usavano portare come copricapo
  • ''bràghe'' o braghesse: calzoni, pantaloni.
  • ''brànca'': manata
  • "butiro": burro
  • "biavarol" = negozio di alimentari
  • 'Bavariòl' = bavaglio. Meter el bavaròl a un putelo = imbavagliare un bambino


[modifica] C

  • caesèa o caèta: calle più stretta delle altre
  • camìsa: camicia
  • canaruòl: abitante di Cannaregio
  • canèva: cantina
  • carèga: sedia
  • caregòn: seggiolone
  • casoin: negozio di formaggi
  • cascàr: cadere
  • castròn: persona poco attenta a quello che fa
  • caìgo: nebbia
  • chèba: gabbia o anche frottola; cascar in chèba cadere in trappola; contar chèbe raccontare frottole
  • Chèbo: balbuziente

- el ze chèbo, si intacca con la 'c' e sulle 'g' gutturali (così come lo scheché o schèchena, mentre il balbo sulle 'b' e sulle 'p'; lo sgnanfo ha invece una pronuncia velare-nasale);
la busia ze sempre s-cièta ma la verità ze chèba: la bugia è sempre sfacciatamente sicura di sé, la verità invece balbetta

  • chéca: Francesca
  • chéco: Francesco
  • chéca: detto di omosessuale maschile passivo
  • chietìna: bacchettona o donna devota e religiosa
  • ciapàr:prendere
  • cièsa : chiesa
  • Còca: la coccolona e, per estensione, l'organo genitale femminile
  • còca belèla: schiocchina
  • còca, còcari: scemotto/a , stupidino/a, svanitello/a
  • còca lessa o còca mola: persona senza carattere
  • Còcca: nave tonda mercantile veneziana a larga prua
  • còco: prediletto o anche membro maschile nel linguaggio dei bambini
  • còcola: carezza
  • cocolar: coccolare, accarezzare
  • cocòlesso: carezza o anche parola gentile
  • Cogiòn: testicolo o anche persona sciocca Cogiòni! però! (esclamazione di meraviglia)
  • Cogionar: prendere in giro, burlarsi
  • cògoma: caffettiera
  • còmio: gomito
  • capeluo = il granchio durante la muta
  • cocai = gabbiani
  • cocàl: gabbiano



[modifica] D

  • desbratacàsa: ripostiglio
  • deo: dito
  • desmentegar: dimenticare
  • desavio = senza sale
  • Do: due
  • Diése: dieci
  • Dòdese: dodici
  • Dodesòna: imbarcazione da corteo con dodici vogatori
  • Diisete: diciasette
  • Disdòto: diciotto
  • Disdotòna: fastosa imbarcazione da corteo a diciotto remi
  • dindìni: soldi (del tintinnio della moneta metallica)
  • Dindòlon (a...): a ciondoloni, di qua e là, come il dindolar di una campana
  • Dispiàsso: dispiaciuto
  • Dòlse: dolce
  • Dogàl: ducale (palasso dogàl: palazzo ducale residenza del doge)
  • Dise (el ..., la ...): intercalare frequentissimo del dialetto veneziano.
  • Domandòn: uno che continua sempre a chiedere
  • Dòna: donna, femmina

Mi,
la dise: si
la dise: che
la dise: so
la dise: che
la dise: lu
la dise: va
la dise: là
Ma,
la dise: lu
la dise: no
la dise: sa
la dise: che
la dise: mi
la dise: so
la dise: che
la dise: lù
la dise: va
la dise: là;
e mi lo lasso!"

io so che lui va là, ma lui non sa che io lo so che lui va là; e io l'abbandono! (usata naturalmente, anche come scioglilingua)



[modifica] E

  • Ti xe ebete = sei uno stupido
  • El = articolo del genere maschile singolare, dicesi anche per Egli: El cria egli grida; El magna egli mangia


[modifica] F

  • fàssa: fascia
  • felùca o 'filùca: specie di scialuppa o di piccola imbarcazione che andava a vele o a remi
  • fèlze: capotta della gondola
  • feràl: fanale, lampione
  • fìa: Ragazza
  • fìo: Ragazzo
  • filzàda: coperta da letto ruvida e rozza
  • fìrmano: ordine o decreto di sovrani turchi e persiani. Dal pers. farman ‘ordine’
  • fòdra: federa
  • fortàgia: frittata
  • fròmbola: fionda
  • furàtola: piccola bottega ove si vendevano generi alimentari di poco prezzo
  • furlàn: friulano. Nativo del Friuli.
  • fòntego: magazzino merci ed abitazione dei commercianti
  • Fureghìn, furegòto: chi si dà da fare in molti modi ma non sempre corretti


[modifica] G

  • ganzaruòlo: imbarcazione leggera con molti rematori. Sopra queste barche i giovani veneziani andavano al Lido per esercitarsi nel tiro con l'arco.
  • gèmo: gomitolo
  • giàsso: ghiaccio, gelo.
  • gnaga: maschera di carnevale
  • gorna: canaletto che serve di condotta dell'acqua, grondaia
  • "gòto": bicchiere
  • gratacasa: grattugia per il formaggio
  • "grime" rughe
  • groppo nodo
  • guar: affilare


[modifica] I

  • imusà o imusonà: arrabbiato
  • imbriago: ubriaco
  • impizar: accendere
  • infrapolà: sgualcito
  • incoconar, incoconarse: ingoiare, trangugiare, rimpinzarsi


[modifica] L

  • levantina: stoffa di seta importata dall' Oriente.
  • levantino: cittadini originari del vicino medio oriente.
  • onto: unto


[modifica] M

  • mariegola: statuto di corporazione
  • marìo e mugièr: marito e moglie
  • mazaneta = granchio Veneziano GRANZO, "incominciano ad ottobre il granchio comune recasi in mare per gettare le uova, appunto le femmine con le uova (col coral) son dette mazanete, ricercatissime e ottime lesse" (Boerio)
  • muso: asino
  • moleca = il granchio perde la vecchia crosta rimanendo per poche ore molle, a questo stadio di chiama moleca i pescatori (molecanti)

[modifica] N

  • naransa: arancia
  • narìse: le narici (o più comunemente chiamate, i busi del naso)
  • nasar, snasar: annusare o anche aver sentore, intuire gli affari, subodorare (lo gò nasà: l'ho fiutato)
  • nessa: nipote
  • nevodo: nipote
  • novissa, novisso: fidanzata, fidanzato ufficiale


[modifica] O

  • ongia: unghia
  • ormesino: panno di seta che veniva lavorato a Venezia secondo la foggia di quelli originari di Ormus, da cui prendeva il nome
  • orna: misura veneziana pari a sei secchie
  • osèla: antica moneta d'argento coniata ogni anno in dicembre e dispensata dal doge ai patrizi nel giorno di S. Barbara
  • osèlo: uccello, usato anche per descrivere i genitali maschili in modo scherzoso


[modifica] P

  • pagiòla: forfora
  • parancolada: palancolata, sbarramento di tavole
  • palischermo: ant. paliscalmo. Grossa barca a remi, anche scialuppa. Dal greco polyskalmos 'dai molti scalmi'.
  • papalina: berretto usato per la notte. Il doge lo portava sotto il corno ducale
  • pantegana ratto
  • paviner: fuoco della befana
  • peata: chiatta, barca da carico di grande capacità
  • pergolo: poggiolo
  • pestrin: luogo dove si vende il latte
  • piavola: bambola
  • pittima: esattore. Più propriamente ere quello che si poneva davanti alla porta del debitore a ricordargli-gridando- il suo debito
  • pastassuta = pastasciutta
  • Persègo = pesca, frutto del pesco
  • Possàe:le posate da tavola (individuali: cortèlo - cortello, scugèr - cucchiaio, piròn - forchetta, supièra - zuppiera, piato - piatto, gòto - bicchiere, tovagiòl - tovagliolo; comuni a tutti: pòter o pòto - caraffa dell'acqua, bòssa - bottiglia di vino, stecadenti - stuzzicadenti, sal - sale, pèvare - pepe, ògio - oglio, asèo - aceto)
  • Primariòla: primipara, che precede tutti gli altri
  • Pùpola: polpaccio
  • pusar, puzar: appoggiare
  • Putèlo: bambino, ragazzetto



[modifica] R

  • rosegotto: bitorzolo
  • roversà: rovesciato
  • rio terà = canale interrato trasformato in calle (via)
  • Rangotàn (somegiàrghe an un...): brutto, con la barba incolta, uomo dei boschi
  • Rànasio: rancido (l'aggettivo è tipico per il burro, butiro, andato a male)
  • Rebègolo: furfantello irrequieto (aver el rebègolo: aver l'argento vivo addosso)
  • Récia: orecchio (o quanto altro di simile forma)


[modifica] S

  • Samoro: si intende il cimurro (che te vegna 'l...)
  • sanca, sanchina: la mano sinistra (si dice la mano del diavolo)
  • sago: mantello corto di scotta rozza e pesante
  • salizada: strada lastricata. Deriva da salizzo, “selce”
  • salvadego: selvatico
  • sbaraino o sbaragin: "Giuoco di tavole che si fa con due dadi, e chiamasi Sbaraglino anche lo strumento sul quale si giuoca" (Boerio)
  • "scafa": lavello di marmo o di granito della cucina, far la scafa: il mento prominente dei bambini quando stanno per piangere
  • scarsela: tasca, borsa
  • scioso: lumaca
  • schiavina: coperta da letto di lana ruvida e molto grossa, ma anche una palandrana leggera ed attilata
  • scoreza: fratulenza
  • scorza: buccia o corteccia
  • scugier: cucchiaio
  • segola: cipolla
  • sfògio: sogliola
  • sfondrarse (... el bueo): ingozzarsi, riempirsi stomachevolmente, mangiare oltre l'appetito
  • solana: colpo di sole; così era pure chiamato il cappello a larghe tese senza fonda sul quale le donne stendevano i capelli, dopo averli unti con una tintura, ed aspettavano che il sole portasse a termine il lavoro, rendendo biondi i loro capelli.
  • spissa: prurito
  • sponzeta o strassa: straccetto.
  • sponza: spugna.
  • squero: (da squadra) cantiere ove si fabbricano le barche
  • stamigna: tessuto di lana sottile, ma molto resistente
  • stramasso: materasso
  • sbarbà: adolesciente
  • sludro = molto unto, sporco
  • 'spiantani' = i granchi che stanno per cambiare la crosta, servono per esca a vari tipi di pesce
  • scagio = ascella
  • Sèssola: votazza, gottazza per svuotare dall'acqua le barche
  • Sèsto, (tor pa 'l...): prendere in giro
  • Sèsto (esser de....): a modo, di buone maniere


[modifica] T

  • tabarro: mantella a ruota da uomo. Realizzato in panno, grosso e pesante, di colore scuro, solitamente nero
  • terà: interrato, coperta di terra
  • tirabosòn: cavatappi
  • tòcio: intingolo
  • tòco: pezzo
  • tòsa: giovane donna
  • toso: giovane uomo (giovanotto)
  • Tòssego: veleno
  • Tamiso: setaccio per la farina
  • Tumbano: grullo, duro di testa, incapace


[modifica] U

  • uganege: salsicce
  • Ua: uva
  • Uéta: uva passa
  • Ufegar: sporcare leggermente
  • Usmar: fiutare, sospettare, avere il sospetto, annusare


[modifica] V

  • velme: zona fangosa, ma anche le isole più basse. II termine veniva usato anche nel senso di barene
  • vissiga: vescica
  • vovo: uovo


[modifica] Z

  • zago: chierico. Giovane iniziato agli ordini ecclesiastici minori, ma non ancora promosso al sacerdozio
  • zarantan: ciarlatano
  • zudegà: giudicato. Antico probabile nome dell’ isola della Giudecca, isola nella quale venivano imprigionati i rei.
  • zorma o zerman: cugino
  • zogar a le brombole = giocare a fare le bolle di sapone
  • zogo = gioco
  • 'zo' per la caleta = giù per la calle (via)
  • Zalo: giallo
  • Zavàgio: travaglio, fatica
  • Zanze: vezeggiativo per Anzola, Angela
  • Zebedei: eufemismo equivalente a testicoli
  • Zènaro: marito della figlia,
  • zenàro: gennaio
  • Zenocio: ginocchio
  • Zenziva: gengiva
  • Zòvane, zòvene, zòvine: giovanotto, giovane

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