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Introduzione a Venezia

Da Venicewiki, il wiki di Venezia

Le prime notizie storiche sulla laguna risalgono al IV secolo a. C., ad opera del greco Scimmo di Chio, che parla di 50 piccole città all'interno e lungo la zona lagunare. Ad abitarle erano i Veneti, popolo che sembra provenisse dall'Asia Minore, come testimonierebbe anche la leggenda secondo la quale Antenore, dopo la distruzione di Troia, sarebbe giunto qui con i suoi uomini. I Veneti diedero vita ad alcuni centri, presto fiorenti per il commercio e l'artigianato, quali Padova, Treviso, Aquileia e Altino. Quest'ultima città divenne uno dei principali scali commerciali del Mediterraneo. Il suo porto era all'interno della laguna, vicino a dove oggi sorge Torcello.

Con l'arrivo dei Romani, nel II a. C., il porto di Altino conobbe la sua massima fioritura: venne collegato alla Germania attraverso la Via Claudia Augusta e a Ravenna e ad Aquileia con la Via Popilia e la Via Annia. Inoltre molte fonti ci testimoniano di un itinerario navigabile all'interno della laguna, da Ravenna ad Altino, più sicuro rispetto a quelli di terra e di mare e, quindi, più utilizzato per le comunicazioni e gli scambi commerciali. Questa rotta permise a centri come Chioggia, Malamocco, Torcello, Murano e Burano (i cui nomi con terminazione in -ano suggeriscono una derivazione romana) di sorgere e svilupparsi. Erano insediamenti modesti, legati, oltre che al piccolo commercio, alla pesca e alla raccolta del sale. Dove ora sorge Venezia probabilmente c'era solo qualche casa di pescatori.

Le ripetute incursioni barbariche, iniziate nel IV d. C., spinsero le popolazioni dell'entroterra a cercare sempre più di frequente rifugio nelle isole lagunari, stabilizzandosi qui dopo l'arrivo dei LONGOBARDI (569) e la presa di Altino, di Oderzo e di altre città. La laguna era allora soggetta a funzionari bizantini, la cui sede principale era ad Eraclea. Stava intanto crescendo, intorno al primo centro abitato di Rialto, Venezia, che dopo Eraclea e Malamocco divenne la il centro del potere in laguna, sempre più autonomo da Bisanzio.

DOPO IL IX SECOLO, l'interramento progressivo della laguna nord ad opera dei fiumi che vi sfociavano, in particolare Sile e Piave, portò alla formazioni di sempre più numerose zone paludose, condizioni ideali per la malaria. Questo spinse molti abitanti di questi lidi a cercare rifugio altrove, soprattutto sulle isole dell'attuale Venezia, più salubri, accrescendone così l'importanza. A poco a poco gli edifici nelle isole spopolate caddero in rovina, e le loro pietre, marmi e colonne vennero riutilizzati per le chiese e i palazzi del nuovo centro lagunare, Venezia.

La salubrità della zona nord della laguna dovette migliorare nel corso dei secoli XV e XVI, e ancor più dopo le grandiose opere di regolazione del corso dei fiumi e di protezione dei lidi tra laguna e mare compiute da Veneziani nel XVII secolo, permettendo una nuova fioritura delle isole.

Gli ultimi cinquant'anni di vita della Serenissima (la seconda metà del XVIII secolo), videro un nuovo declino delle isole lagunari, declino continuato fino ai giorni nostri, che ha portato ad un drastico ridimensionamento delle attività praticate in queste aree e al loro quasi totale spopolamento.

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